'Abbiamo posto fine alle graduatorie' questo il messaggio del sottosegretario al Miur, Davide Faraone che ha commentato la pubblicazione dei bandi di concorso a cattedre 2016.

'Detto, fatto' queste le prime parole del post pubblicato sulla pagina Facebook dell'esponente siciliano del Partito Democratico e già qui ce ne sarebbero di cose da dire, visto che il 'detto, fatto' è arrivato con quasi tre mesi di ritardo rispetto alla tempistica iniziale (1 dicembre 2015) entro la quale il concorso doveva vedere la luce.

Ultime news scuola 27 febbraio: Faraone 'concorso di prime volte, insegnare è una missione nella vita'

Faraone parla di un concorso di 'prime volte': prima volta per un bando riservato al sostegno, prima volta per quanto riguarda la prova scritta che sarà interamente 'computer based', prima volta senza prova preselettiva (anche perchè, aggiungiamo noi, con tutto il tempo che si è perso non sarebbe stato possibile....).

Davide Faraone parla di selezione dalla quale dipenderà il futuro del nostro Paese, 63.712 insegnanti che entreranno stabilmente nel mondo della Scuola, della #buonascuola italiana, come ci tiene a precisare e che hanno fatto di questa professione una 'missione' nella vita.

A dire la verità, l'onorevole Faraone non ha tutti i torti quando parla di 'missione' anche se, forse, sarebbe stato meglio usare il termine 'mission impossible', prendendolo a prestito dalla celebre saga cinematografica. Di certo, insegnare è diventata una 'missione', di quelle impossibili però, per tanti motivi.

Concorso scuola, Faraone: 'Governo mette fine a graduatorie e listarelle'

Il sottosegretario al Miur ha parlato anche di punti in più, in sede di valutazione titoli, per il dottorato di ricerca, per le certificazioni linguistiche, per i titoli abilitanti e per il servizio.

Faraone parla di 'Un governo che mette fine alle graduatorie e alle listarelle' (siamo sicuri che sarà proprio così?) e di un governo che 'dà la giusta dignità ad un mestiere prezioso per l'Italia'.

A proposito di 'dignità', bisognerebbe chiedere a tutte quelle migliaia e migliaia di docenti che, invece, rimarranno esclusi dalla partecipazione a questo concorso, come i neolaureati, i precari non abilitati ma con più di 36 mesi di servizio nella scuola o i docenti inseriti in terza fascia, per non parlare degli abilitandi al sostegno: il governo li ha considerati tutti 'indegni' di far par parte della scuola.

Segui la nostra pagina Facebook!