Della grave situazione inerente il sostegno agli studenti affetti da disabilità se ne parla quest'oggi, 3 febbraio, in un interessante reportage realizzato dal "Fatto Quotidiano". Nell'articolo a firma di Lorenzo Vendemiale, l'esperto Scuola del giornale diretto da Peter Gomez, vengono snocciolati i dati sul sostegno in Italia certificati dall'ultimo rapporto del Miur che conta in 138.744 unità i soggetti che necessitano di insegnanti di sostegno. Nel pezzo vengono raccontate le storie di tanti genitori che si sono trovati di fronte una realtà inaspettata e insostenibile.

Addirittura c'è chi ha cambiato ben cinque docenti di sostegno da settembre ad oggi e nessuno di loro era specializzato, racconta una mamma.

L'evoluzione futura

In tutto il territorio nazionale servirebbero almeno 12.000 nuovi insegnanti di sostegno e il prossimo concorso a cattedra per i docenti abilitatiimmetterà in ruolo solamente 5.000 unità circa. Il problema rimarrà insoluto per almeno altri 7.000 studenti disabili, senza considerare l'aumento fisiologico che ogni anno avviene di casi di nuova disabilità. In questa situazione è alquanto facile capire che il costo di questa insipienza governativa ricadrà nuovamente sui genitori. Questa è la conseguenza che deriva dal fatto di non voler veramente risolvere il problema delprecariato nella scuola italiana e continuerà così ancora per diversi anni, a meno che le famiglie non decidano di schierarsi una volta per tutte al fianco degli insegnanti in quest'azione di contrasto alla 107 che danneggia tutti: docenti e genitori.

Le storie

Da nord a sud sono tutte simili tra loro le storie raccontate dalle famiglie degli studenti disabili e tutte hanno un denominatore comune: l'incredulità e lo sconcerto per i gravi disagi che derivano ai ragazzi ed ai loro genitori per la mancanza di quella continuità didattica indispensabile a garantire il corretto equilibrio dei giovani alunni.

Esistono priorità più importanti della costituzione di un comitato di valutazioneche vanno prese in considerazione. Ma il loro soddisfacimento passa attraverso un dialogo maggiormente approfondito tra chi a scuola ci lavora e i genitori. Una sorta di "santa alleanza", insomma, in ossequio al detto “ l'unione fa la forza”, in grado di contrastare una legge che, allo stato attuale, ha vistosamente peggiorato la condizione di precarietà diffusa in tutta Italia.