Discutendo dell'ultima sentenza, o per meglio dire ordinanza del Tar svoltasi venerdì 19 febbraio, torna alla ribalta una vecchia questione che riguarda i laureati in SFP. Si tratta del discrimine adoperato nei confronti di chi ha conseguito l'abilitazione in SFP dopo il 2010. Il Tar era stato adito da un gruppo di docenti precari assistiti e difesi dall'Avv. Lo Bue che aveva impugnato il DM. Del Miur 235/2014 per la parte in cui escludeva i ricorrenti dall'immissione in Gae. Il ricorso per l'esclusione dalle Gae operato dal Miur era stato iniziato nel 2014 dal legale di Anief.

Il discrimine

La decisione adottata dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio è stata quella di proseguire il dibattimento della causa. I tanti docenti abilitati che si sono rivoltial Tribunale del Lavoro per vedersi riconoscere il diritto di entrare nelle Gae hanno adesso una speranza in più che i loro ricorsi evolvano in positivo. Il Tar in sostanza, analizzando il ricorso n.7884/2014, vuole capire per quale motivo si sia operato un discrimine nei confronti di coloro che si sono laureati in Scienza della Formazione Primaria negli anni successivi al 2010/2011 che ha impedito il loro inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento.

Si tratta di un termine fissato arbitrariamente dal Miur.

Sessanta giorni di tempo

Questo è il limite fissato dal Tribunale Amministrativo che è stato concesso al dicastero di Viale Trastevere per giustificare questa decisione inerente l'esclusione dei laureati in Sfp dopo l'anno 2010/2011. I giudici hanno chiesto una relazione molto dettagliata sui fatti di causa che andrà depositata entro 60 giorni dalla notifica dell'udienza del 19 febbraio.

La data della sentenza di merito è stata fissata per il 5 dicembre.

Possibile svolta

Comprensibile l'entusiasmo con il quale è stata accolta l'ordinanza dei giudici amministrativi. In ambenti Anief c'è soddisfazione per questo pronunciamento positivo che potrebbe costituire un punto di svolta per le miglia di laureati ai quali rendere giustizia ed evitare un inutile concorso. Non sono “figli di un Dio minore”; così commenta Marcello Pacifico.

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