Una categoria particolare di lavoratori, può usufruire della pensione anticipata anche nel 2016. Si tratta dei lavoratoriinpegnati in attività pesanti o in lavoro notturno.Per questi lavoratori è possibile uscire dal mondo del lavoroprima dei 66 anni e 7 mesi previsti per la pensione di vecchiaia e senza attendere i 42 anni e 10 mesi per quella che una volta veniva chiamata pensione di anzianità. Nel lavoro notturno però, gli anni di anticipo variano in base alle ore di lavoro svolte in notturna ed al meccanismo delle quote.

Proprio questi due vincoli, rendono difficile capire come e quando andare in pensione. Vediamo di chiarire tutto, spiegando come districarsi in questa particolare uscita anticipata.

La durata del lavoro svolto nelle ore notturne condiziona l’uscita

È bene precisare che per lInps,illavoro notturno è quello svolto tra le 24:00 e le 05:00 del mattino e che per accedere all’anticipo sono necessari almeno 35 anni di contributi. L'età anagrafica per accedere alla pensione, varia inbase alleore di lavoro svolte, ogni giorno, nella fascia oraria stabilita dall'INPS.

L'età necessaria per uscire dal lavoro varia tra i 61 anni e 7 mesi ed i 63 anni e 7 mesi proprio in base al lavoro del soggetto interessato. In linea generale, possono uscire a 61 anni e 7 mesi quelli che lavorano per l'intero anno nelle ore notturne (almeno per 3 ore tra le 24:00 e le 05:00) o per almeno 78 giorni all'anno. Se le giornate di lavoro notturnoeffettuate in un anno sono tra le 72 e le 77, l'uscita concessa è fissata a62 anni e 7 mesi.

Per periodi più corti, tra i 64 ed 71 giorni si può uscire a 63 anni e 7 mesi. Quindi, sono considerati lavoratori notturni coloro che per almeno 64 giornate all’anno lavorano per 6 ore al giorno nella fascia 24:00-05:00 del mattino. Sono da considerarsi lavoratori notturni anche quelli che per l’intero anno di lavoro, prestano servizio per almeno 3 ore in quella fascia oraria. Ultimo vincolo è che almeno in 7 degli ultimi 10 anni di lavoro, l’attività del lavoratore sia delle caratteristiche prima citate.

Problema quote

Per accedere alla pensione sarà necessario presentare istanza all'INPS entro il 1° marzo 2016. La pensione, ha decorrenza posticipata di 12 mesi (finestre mobili) ed è soggetta al sistema delle quote. Questo meccanismo è un calcolo matematico tra anni di lavoro e contributi versati, e come per la tipologia di attività, anche questo condiziona l'età di uscita dal lavoro. Raggiungere quota 97,6 permette di uscire a 61 anni e 7 mesi, con quota 98,6 o 99,6 si esce uno o dueanni dopo.

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Importanti ai fini del calcolo, sono i contributi settimanali nella vita lavorativa del soggetto. Da un classico estratto conto dell’INPS è possibile vedere quante settimane di contributi sono state maturate dal lavoratore. Naturalmente, se i contributi sono espressi in giorni, questi andranno divisi per 7 (giorni della settimana) e se sono espressi in mesi, bisognerà dividerli per 4.33 (settimanedel mese).

La somma delle settimane di lavoro negli anni lavorativi, diviso per 52, darà la quota contributiva del lavoratore. Per quella anagrafica invece, necessario raggiungere 61 anni e 7 mesi, cioè 61 anni e 245 giorni. Molto importante la quota, perché se un lavoratoreha 1860 settimane di contributi, cioè 35,77 (1860 diviso 52), nonostanteabbia anche 61 anni e 7 mesi di età, cioè quorum 61,67 (61 anni e 245 giorni diviso 365), non andrà in pensione perché raggiunge quota 97,44, e non quella necessaria a 97,6.

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