Le ultime novità sulle pensioni precoci giungono dal Web, sulla pagina ufficiale di Walter Rizzetto si apprende che Roberto Sinesi, uno degli amministratori del gruppo 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti', ha scritto al vicepresidente della Commissione Lavoro per chiedere un'interrogazione parlamentare sulla questione concernente l'aspettativa di vitaancorata ai nuovi dati emersi dall'Istat. Nel post si legge altresì che la stessa richiesta è stata fatta a Cesare Damiano, per questa ragione abbiamo deciso di intervistare Davide Baruffi, parlamentare del Pd e membro della Commissione XI Lavoro Pubblico e Privato alla Camera, per comprendere la sua opinione.

Pensioni 2016, novità Baruffi: occorre modificare il meccanismo dell'aspettativa di vita

Gentilissimo onorevole, un lavoratore precoce, apprendiamo dal web, ha scritto a Cesare Damiano chiedendo giustizia circa la questione riguardante l'aspettativa di vita. Roberto Sinesi, questo il nome del precoce, sostiene infatti che essendo diminuita, fonte Istat, di 3 mesi rispetto al 2015, dal 2016 non vi sarebbe dovuto essere l'incremento da 42 anni e 6 mesi a 42 anni e 10 mesi, ma al più una riduzione a 42 anni e 3 mesi per gli uomini e 41 anni e 3 mesi per le donne. Se la speranza di vita si riduce, non può, si intende tra le righe, aumentare il tempo necessario per poter accedere alla quiescenza. La Riforma Fornero, troppo rigida e non attenta a diverse categorie di lavoratori, dovrebbe, sostiene il lavoratore, quanto meno essere modificata in base ai nuovi dati Istat. Cosa ne pensa del ragionamento di Sinesi?

Abbiamo provato in ogni modo a bloccare l'ultimo aumento dell'aspettativa di vita ma non c'è stato verso.

Più in generale, abbiamo proposto a Governo e a Inps una correzione del meccanismo che punti a misurare l'aspettativa di vita reale per le diverse classi di lavoratori: un dato unico ha infatti poco significato e finisce per penalizzare i lavoratori più fragili. Perché c'è lavoro e lavoro: che senso ha fare la media del pollo dell'aspettativa di vita tra chi svolge mestieri gravosi e usuranti e chi invece svolge mestieri decisamente mento faticosi?

Inps dispone di dati molto utili in questo senso, perché sa esattamente per quanti anni paga mediamente le Pensioni per i macchinisti rispetto a quelle per i docenti universitari, solo per fare un esempio. Una buona riforma, per noi, sarebbe non togliere ma modificare l'aspettativa di vita, per ancorarla a dati più reali e circostanziati che ci sono.

È un fatto di giustizia.

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