Le dichiarazioni del sottosegretario Nannicini, il quale ha dichiarato che potrebbe esserci un intervento di riforma pensioni alla fine del 2016 nella prossima legge di stabilità, ha riacceso il dibattito sulla necessità e l'opportunità dell'intervento. Il primo commento è giunto dal segretario della CISL, Annamaria Furlan, la quale ha saluto con favore le parole del sottosegretario ma ha anche ricordato che le promesse del governo in passato sono state tante ma non si è poi mai giunti ad una legge che riformasse realmente la legge Fornero.Lle ultime news riguardano, intanto, un'ipotesi lanciata dal quotidiano ilMessaggero su quale potrebbe essere la riforma che il governo potrebbe decidere di mettere in campo, mentre arriva uno stop ai precoci sulla loro richiesta di una Quota 41 per l'uscita anticipata.

L'ipotesi di riforma pensioni 2016: le news del 26 febbraio

Le parole di Nannicini hanno riattivato le discussioni sulla riforma delle pensioni per il 2016/2017: le sue dichiarazioni sono state piuttosto chiare, il governo ha intenzione di intervenire sul capitolo previdenziale, ma il problema riguarda la tenuta del sistema economico-finanziario e una manovra in questa direzione potrebbe anche costare tra i 5 e i 7 miliardi di euro, in questo senso, il sottosegretario ha ricordato come non si possa non andare verso un sistema che preveda delle penalizzazioni per coloro che decideranno di anticipare l'uscita dal mondo del lavoro.

A partire da queste dichiarazioni, il quotidiano IlMessaggero, ha formulato un'ipotesi su quale potrebbe essere la scelta del governo: una riforma delle Pensioni che permetta l'uscita intorno ai 62/63 anni con penalizzazione massima dell'11%. Si tratterebbe, in parole semplici, di un provvedimento di 'compromesso' tra il Piano Boeri e l'ormai noto disegno di legge Damiano. È chiaro, comunque, come ha già sottolineato la Furlan, che il governo Renzi, per il momento, comunque non ha preso alcun impegno concreto in questa direzione.

Quota 41 per i precoci impossibile? Ultime news riforma pensioni 2016

Sul fronte, invece, della vertenza dei lavoratori precoci, categoria tra le più penalizzate ma anche tra le più battagliere, sembra essere arrivato uno stop 'ufficioso' per quanto riguarda la richiesta della Quota 41: sulla pagina Facebook 'Pensioni lavoratori, precoci ed esodati', uno degli iscritti alla pagina ha dichiarato di aver parlato con un sindacalista che avrebbe a sua volta parlato con Fassina del PD, il quale avrebbe dichiarato che al momento la Quota 41 è impossibile da proporre perché mancano le risorse finanziarie.

Con la cosiddetta 'Quota 41' si andrebbe in pensione con un requisito contributivo di 41 anni e senza penalizzazioni. La notizia di certo non è confortante, ma è anche vero che le aperture per una riforma pensioni 2016 che contempli questa opzione non ci sono mai state e che dunque è necessario continuare a lottare per i propri diritti. Insomma, passata in secondo piano la questione della reversibilità, se non altro si torna a parlare di riforma della previdenza in vista dell'uscita anticipata: i prossimi mesi sembrano poter essere decisivi. Per approfondire le questioni riguardanti politica ed economia nel governo Renzi, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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