La questione riguardante i possibili infortuni degli alunni all'interno delle mura scolastiche è, da sempre, oggetto di discussione. A questo proposito, il quotidiano economico 'IlSole24Ore'ha pubblicato una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione (la numero 3695/2016 del 25 febbraio) che, in pratica, responsabilizza la Scuola nei casi in cui gli studenti si procurino danno fisico.

Ultime news scuola venerdì 26 febbraio: infortunio alunno, chi è responsabile?

Il caso preso in esame dal supremo organo giuridico riguarda una ragazzina tredicenne che si fece male scivolando sul pavimento bagnato degli spogliatoi della palestra.

I genitori della ragazzina si rivolsero al Miur, il quale, però, aveva respinto qualsiasi forma di accusa asserendo che l'obbligo di sorveglianza non può essere svolto in forma continuativa, considerando che l'infortunio avvenne nei locali adibiti ai servizi igienici.

In un primo momento sia il Tribunale che la Corte d'Appello di Trieste avevano espresso giudizio negativo sul ricorso dei genitori della ragazzina, motivando la loro decisione all'assenza di un rapporto causale tra il comportamento del personale scolastico e l'evento stesso, ossia l'infortunio.

Tale sentenza, però, è stata rovesciata dal giudizio della Corte di Cassazione, la quale ha ritenuto che l'iscrizione dell'alunno presso una determinata scuola implichi l'obbligo di vigilanza sull'idoneità dei luoghi.

Cassazione: in caso di infortunio di un alunno, la scuola è responsabile

L'organo giuridico, dunque, ha considerato la natura contrattuale della responsabilità dell'istituzione scolastica e dell'insegnante: per contratto, si viene a creare un rapporto giuridico tra l'alunno e l'insegnante all'interno del quale quest'ultimo è tenuto a rispettare un obbligo di protezione e di vigilanza.

Da sottolineare, infine, come i locali dello spogliatoio dove si è verificato l'incidente non fossero all'interno dell'edificio scolastico ma appartenessero ad un centro polisportivo comunale: secondo la Cassazione, 'il detentore è anche custode' e pertanto non vi può essere alcuna distinzione nelle responsabilità per l'infortunio.

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