L'ipotizzato taglio delle Pensioni di reversibilità ha scatenato un vero e proprio terremoto tra i pensionati italiani. A dare il via alla "bagarre" è stata la dichiarazione del segretario nazionale dei pensionati Cgil che riportava la notizia di un Ddl, già passato al vaglio del consiglio dei ministri e in discussione alla commissione lavoro della camera. La misura contenuta nel piano Nazionale contro la povertà prevede tra gli obiettivi per trovare le risorse occorrenti, la possibilità di trasformare le pensioni di reversibilità da prestazioni previdenziali in assistenziale; quindi non più da calcolare in base ai contributi versati ma riconducendole nel più ampio settore dell'assistenza.

Come vengono calcolate attualmente le reversibilità

Attualmente le pensioni di reversibilità vengono erogate riversando al coniuge superstite il 60% della pensione percepita dal pensionato deceduto considerando anche dei tagli in base al reddito percepito:

  • 25% per reddito superiore a 1.500 euro mensili
  • 40% se il reddito supera i 2.000 euro mensili
  • 50% con un reddito superiore a 2.500 euro mensili

Si era, pertanto, già intervenuti su questo tipo di prestazione per evitare possibili distorsioni legati al reddito del percettore della pensione di reversibilità.

Con il tentativo in atto, riconducendo iltutto nel campo delle prestazioni assistenziali, l'erogazione della pensione ai superstiti sarà legata non più solo al reddito ma alla situazione economico patrimoniale del nucleo familiare certificata dal modello Isee. Appare, quindi, chiaro il tentativo da parte del governo Renzi di limitare il più possibile l'accesso alla prestazione cercando di fare cassa, come riferito da numerosi interventi politici, sulle "pensioni delle vedove".

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Pensioni

Le reazioni dei sindacati sui tagli

"Sulle pensioni di reversibilità il governo tira il sasso e nasconde la mano" è quanto riportato da una nota congiunta a firma dei segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil - Lamonica, Petriccioli e Proietti - che promettono una dura opposizione se il governo intende mettere mano sulle attuali prestazioni, come le reversibilità, che sono pagate con i contributi dei lavoratori e che mirano a colpire in particolar modo le donne.

Ogni tentativo, concludono, di fare ancora cassa sulle pensioni sarà contrastato in tutti i modi possibili.

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