Il vero problema del sistema pensionistico italiano, com'è ormai noto a tutti, è quello della flessibilità in uscita. Flessibilità invocata da tutti, partiti, sindacati e lavoratori, e promessa a gran voce dal governo nel corso del 2016. Anzi garantita dallo stesso premier Matteo Renzi, nei primi mesi del 2016. Cosa che non appare più vera e certa. Finalmente, però, arrivano le prime certezze da parte del governo: la flessibilità sarà affrontata o quanto meno si cercherà di affrontarla nella prossima legge di stabilità 2017.

Le novità sulla flessibilità arrivano da Nannicini

Le ultime notizie sulle pensioni, ci rivelano che questa volta a “dare i numeri” è il sottosegretario alla Presidenza del ConsiglioTommaso Nannicini, a margine di un convegno presso l'istituto di statistica. Il tutto sarà possibile però “se il quadro di finanza pubblica lo consentirà”, ha aggiunto Nannicini.Il ritornello è sempre lo stesso. Anche il premier Matteo Renzi nel rimandare la questione flessibilità al nuovo anno 2016, aveva dichiarato che “i tempi non erano ancora maturi” nella legge di stabilità 2016, Forse i tempi non sono maturi neanche quest'anno, si chiedono i lavoratori che attendono di andare in pensione dopo anni di lavoro e di contributi versati alle casse dello Stato.

Il tema resta e il governo intende affrontarlo, dice il sottosegretario Nannicini. Tema affrontato anche dal ministro Poletti che definisce il problemamolto delicato e complesso ma è all'ordine del giorno”. Il governo ha predisposto tutte le simulazioni e le analisi “perché cosi' potremo prendere le nostre decisioni in maniera documentata” aggiunge Poletti. Il problema sta nella revisione dello scalone che è legato all'uscita dal mondo del lavoro da parte dei lavoratori in odore di pensione e nella ricerca delle modalità e della tempistica per l'inserimento occupazionale dei giovani.

Damiano: no a veti, si lavori sulla flessibilità

Non poteva mancare il pensiero di Cesare Damiano, Presidente della commissione Lavoro della Camera, firmatario di una proposta di legge (il ddl 857) sul pensionamento anticipato e che include la quota 41 favorevole e ben vista dai precoci. L'ex ministro a tal riguardo fa sentire ancora una volta la sua voce e dice a chiare lettere che "i veti che impediscono di correggere il nostro sistema previdenziale, superato nei fatti e troppo rigido, sono inaccettabili.

Il 2016 deve essere l’anno della flessibilità delle Pensioni”. Se il suo è un auspicio o un dictat, questo lo vedremo presto. Voi seguiteci, come sempre vi terremo aggiornati.

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