Settimana importante quella appena conclusa ma non meno importante quella che si è aperta. La questione pensionistica o più precisamente la riforma dalle rigide norme della Fornero del governo Monti del dicembre 2011, tiene banco quotidianamente nei dibattiti pubblici, sia tra le forze politiche sia tra quelle sociali. Il grande fermento circa le modifiche da apportare alla vigente legge Fornero è sempre in prima pagina, nonostante i veti europei, nonostante il “niet” del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Il ritornello è sempre lo stesso: l’equilibrio dei conti pubblici.

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Sabelli contro la Fornero: è una legge superata

Sull'altra sponda troviamo molti esponenti della politica nostrana, Cesare Damiano in testa, del sindacato, del mondo dell'economia e degli esperti che reclamano un sistema pensionistico più flessibile. Oggi vi rendicontiamo del pensiero dell'illustre economista Giulio Sabelli sulle norme della legge Fornero. Il professor Sabelli, senza reticenza alcuna, sostiene che la strada intrapresa con legge Fornero è ormai vecchia e deve essere superata.

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Il brusco innalzamento dell’età pensionabile ha generato grosse difficoltà ed ingiustizie sia per chi è prossimo all'età della pensione sia per le imprese che si ritrovano a dover fare i conti con una manodopera anziana, non in grado più di seguire i grandi processi di rinnovamento in atto nel settore produttivo.

Invecchiamento che rallenta l’innovazione necessaria per la competitività. Sabelli ritiene anche necessaria la separazione dell’assistenza dalla previdenza, in modo da avere più risorse nella gestione del sistema pensionistico e previdenziale nella sua articolazione complessiva.

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Pensioni

In questa diaspora non poteva mancare anche il parere di Piero Fassino, che è intervenuto a favore della proposta di Cesare Damiano, per chiedere la riforma delle Pensioni e nella fattispecie la flessibilità in uscita a 62 anni con 36 di contributi e con una penalizzazione annua del 2%, unita alla quota 41 favorevole ai lavoratori precoci.

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