Trova nuova linfa il dibattito sulla riforma Pensioni grazie all'intervista rilasciata da Tito Boeri a 'Famiglia Cristiana'. Il presidente dell'Inps ha parlato a ruota libera del sistema previdenziale italiano e dell'istituto di cui è a capo. 'Patto intergenerazionale' è tra le parole chiave del lungo approfondimento proposto dal professore della Bocconi, criticato spesso e volentieri dalla maggioranza dei politici per via di alcune sue idee, tra cui, ad esempio, quella relativa al taglio dei vitalizi politici.

Flessibilità per aiutare i giovani

L'ha definita operazione fondamentale. Per il numero uno dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale,l'introduzione della flessibilità in uscita darebbe una grossa mano ai giovani, aiutandoli nell'inserimento del lavoro. Quella stessa flessibilità che il piano Boeri prevede, un atto necessario che esprime al meglio il concetto di patto intergenerazionale espresso più volte durante l'intervista rilasciata al giornalista Francesco Anfossi.

Riordino delle prestazioni assistenziali

Un altro importante punto su cui si è discusso è quello riguardante le prestazioni assistenziali. Tito Boeri ha sottolineato come in Italia il 25 percento di spesa assistenziale finisca nelle tasche delle persone con reddito più elevato. Una situazione paradossale, difficilmente rintracciabile in altri Paesi. In merito a ciò, il professore si è augurato che la legge delega del governo prenda in esame anche le idee proposte in precedenza dal suo Istituto, come ad esempio la creazione di una rete di assistenza per le persone tra i 55 e 65 anni che hanno perso il lavoro.

Gli immigrati una risorsa

Toccando il tema dell'immigrazione, Boeri ha affermato come gli immigrati debbano considerarsi una risorsa per il nostro Paese, a patto che lavorino in regola. Ha inoltre sottolineato che molti di coloro che in Italia hanno lavorato, pagando i contributi, hanno poi preso la decisione di abbandonare il nostro Paese per tornare nei loro luoghi d'origine, senza - punto fondamentale - richiedere la pensione.

Il numero uno dell'Inps ha affermato che tale azione ha donato al Bel Paese un punto di Pil.

Sistema contributivo inevitabile

Soffermandosi sul passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, l'economista italiano ha parlato di fase inevitabile, dal momento che il precedente meccanismo era divenuto insostenibile. In riferimento alle pensioni più leggere nel prossimo futuro, ha sottolineato che un aiuto, in tal senso, può arrivare dal Jobs Act, applaudendo l'incremento dei contratti a tempo indeterminato, oltre che - si ripete - attraverso la flessibilità in uscita.

Unione Europea un ostacolo?

Uno dei passaggi più significativi dell'intervista di Boeri ha per protagonista l'Unione Europea. Il presidente dell'Inps ha ammesso che l'Ue rischia di essere un ostacolo per la riforma pensioni, dal momento che guarda al disavanzo anno per anno, senza guardare agli anni successivi. Ripetendo, pressapoco, il pensiero di Damiano, il professore ha sottolineato come la flessibilità generi risparmio nel tempo.

Questione vitalizi

Immancabile, infine, una battuta sui vitalizi. In relazione alle regole cambiate dal Parlamento per il futuro Boeri ha ricordato che i politici non hanno apportato modifiche ai trattamenti in essere.

Un'amara riflessione che, in maniera involontaria, riaccende, se ce ne fosse bisogno, i riflettori sulla questione etica e di equità sociale. Un gioco di cui, ormai, i cittadini conoscono le regole.

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