Continua la polemica della Scuola in merito al bonus docenti, il premio economico stabilito dal Miur a favore degli insegnanti meritevoli e attribuito dal dirigente scolastico (questione oggetto di referendum abrogativo). Nella giornata di ieri 16 marzo, il Ministero dell'istruzione ha comunicato la cifra che sarà stanziata e che non sarà oggetto di contrattazione sindacale: il totale a disposizione è di duecento milioni di euro, distribuito col seguente criterio: l'80% verrà assegnato alle scuole sulla base del numero dei docenti di ruolo e il restante 20% sulla base di altri criteri, come la presenza di disabili e cittadini stranieri, media alunni per classe e tipo di territorio.

Gli importi distribuiti variano da 2mila euro a oltre 72mila euro. La maggior parte delle scuole avrà a disposizione tra i 10mila e i 45mila euro. Le regole per l'assegnazione saranno decise dai Comitati di Valutazione, che saranno ritenuti legittimi anche se non perfetti. A queste condizioni del Miur, i sindacati convocati hanno abbandonato il tavolo della trattativa in blocco, ad eccezione dell'ANP (Associazione Nazionale Presidi).

Bonus docenti, ennesima beffa del Miur?

Un calcolo veloce sullo stanziamento del bonus al meritoMiur permette di capire che la somma a disposizione per ogni docente è di circa 276 euro, al lordo delle ritenute a carico dello Stato. Mensilmente corrispondono a 23 euro lordi, ovvero circa un caffè al giorno.

Alcuni docenti hanno considerato questa cifra una beffa vera e propria, come si comprende dai commenti sarcastici apparsi in alcuni gruppi Facebook. I sindacati hanno fatto presente che i criteri stabiliti per l'assegnazione degli importi alle singole scuole, non rispondono alle reali necessità delle istituzioni scolastiche in quanto non tengono conto del numero dei plessi e dell'organico reale (che non include solo docenti di ruolo).

Per quale motivo i docenti precari non debbono essere considerati meritevoli? Non si tratta di un'altra forma di discriminazione?

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