Il Bonus Bebè ormai è diventato un istituto comune per gli italiani, essendo stato confermato anche per il 2016. Infatti, il famoso Bonus che il Governo Renzi ha creato ed avviato lo scorso anno, per tutte le nascite ed adozioni avvenute nel 2015, può essere richiesto anche quest’anno, alle stesse condizioni. L’importanza che questo Bonus riveste e che rivestirà, viene confermata dalle voci che trapelano e che parlano di un probabile suo allungamento, come durata, da 3 a 5 anni.

Requisiti, scadenze e adempimenti

Il Bonus Bebè può essere richiesto da tutte le neo mamme, quelle che hanno partorito o adottato un bimbo da gennaio a dicembre del 2016.

La possibilità è valida per tutte le cittadine italiane, comunitarie ed extra comunitarie con regolare permesso di soggiorno in Italia. La domanda che va presentata on line tramite un Patronato, o tramite PIN e credenziali di accesso, ed una volta accolta, permette di percepire un Bonus di 80 euro al mese, che per i casi reddituali più gravi, può salire a 160 euro. I limiti di reddito validi per il 2016 sono collegati all’ISEE e prevedono che il nucleo familiare del soggetto richiedente, deve averne uno al di sotto dei 25mila euro. Per percepire il Bonus da 160 euro al mese invece, l’ISEE deve essere inferiore a 7mila euro. La domanda va presentata entro 90 giorni dalla nascita del bimbo in caso di parto o da quando il bambino adottato sia entrato nel nucleo familiare del richiedente.

La decorrenza del Bonus parte dalla data di nascita del bimbo o come dicevamo dalla data in cui l’adottato entra in famiglia. La domanda presentata oltre il termine ne posticipa la decorrenza a partire dalla data di presentazione della stessa.

Estensione della durata ed ISEE

Più volte negli ultimi mesi si è parlato di una possibilità di allungare la durata del Bonus, portandola da 3 anni a 5, cioè fino al compimento del quinto anno del bambino.

Adesso, sembra che questo sia già in programma per la nuova manovra finanziaria del prossimo ottobre. Probabile comunque che, nel caso in cui l’estensione venga confermata in Legge di Stabilità, questa valga solo per i nuovi eventi e per le nuove domande, probabilmente quelle che copriranno le nuove nascite e adozioni a partire dal 1° gennaio 2017.

L’estensione dei Bonus già in essere, pare difficilmente praticabile. Importante inoltre l’effetto che la nuova ISEE ha anche sul Bonus Bebè. Infatti, se fino all’avvento della tanto criticata riforma dell’ISEE, il certificato aveva durata annuale, con la riforma, questo scade ogni gennaio.

Il Bonus Bebè è erogato per tre anni, ma a condizione che la situazione reddituale che ne ha dato il via libera, venga confermata. Pertanto, ogni gennaio, i beneficiari del Bonus, per continuare a percepirlo, devono per forza di cose aggiornare l’ISEE. In altri termini, coloro che già lo percepiscono dal 2015, per continuare a percepirlo devono presentare un nuovo ISEE in corso di validità, pena la sospensione del beneficio.

La norma comunque prevede che se l’aggiornamento dei dati reddituali confermi l’erogazione del bonus, tutte le mensilità non percepite e sospese dall’Inps, verranno erogate sotto forma di arretrati, cioè non si perderà nulla.

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