Arrivano le prime proiezioni dai consulenti del lavorosul meccanismo di funzionamento del prepensionamento tramite part time agevolato, con le quali si mostranoi risvolti operatividel provvedimento. Sulla base dei rilievi tecnici, la nuova agevolazione all'invecchiamento attivo potrebbe essere menoconveniente per alcuneaziende, che vedrebbero una riduzione piùcontenuta nei costi del lavoro in rapporto al vantaggio ottenuto dai pensionandi. Ma procediamo con ordine e vediamo prima di tutto come sono stati eseguiti i calcoli pubblicati tramite lacircolare n.

7/2016 (il testo completo è consultabile presso il sito consulentidellavoro.it). Per prima cosa, i ricercatorimettono in luce i criteri di accesso alla misura: "possono accedere al beneficio i lavoratori titolari di un rapporto di lavoro full time a tempo indeterminato che trasformano il rapporto di lavoro; non possono quindi fruire del beneficio i lavoratori che sono già in part time e che intendano ridurre maggiormente l’orario di lavoro". Altro criterio assoluto è il raggiungimento dei requisiti di pensionamento secondo le regole di vecchiaia entro la fine del 2018.Questi presupposti vedrebbero comunque escludere diverse categorie di lavoratori: vediamo quali sono e perché.

Pensioni 2016 e nuova uscita part time: ecco le regole di funzionamento

Tenendo conto che l'agevolazione del part time è rivolta ai pensionandi del settore privato, bisogna considerare che proprio per il meccanismo di funzionamento dell'accesso alla pensione di anzianità non possono fruire della misura i lavoratori che hanno acquisito meno di20 anni di contribuzione al momento della stipula dell'accordo.

Quest'ultimo punto è da sottolineare con attenzione, perché non risulta sufficiente aver acquisito l'anzianità contributiva al 31/12 del 2018. Restano inoltre esclusi anche tutti coloro che "perfezionerebbero comunque un diritto a pensione diverso da quello di vecchiaia come ad esempio il pensionamento anticipato di cui all’art.

24 comma 10 del DL 201/2011".

Prepensionamenti con il tempo parziale, il focus sugli incentivi economici

Per quanto concerne invece gli incentivi economici, la legge di stabilità 2016 prevede delle misure in favore di quei lavoratori che accetteranno una riduzione del proprio orario lavorativo dal 40% al 60%. Di fatto, nel caso di un soggetto che decidesse di dimezzare il proprio impegno, il taglio del proprio stipendio non sarà proporzionale ma si attesterà a poco più del 20%. Questo grazie alle agevolazioni previste nel dispositivo di legge, che garantisce il versamento della contribuzione relativa alle ore non lavorate a favore del lavoratore. Discorso diverso per l'azienda, che vedrà una riduzione del costo del 41%.

Bisognerà quindi capire se le aziende troveranno effettivamente conveniente rinunciare alle ore lavoro del dipendente in cambio della quota di salario non più dovuta. Per una riduzione delle ore lavorative del 40% il risparmio per l'azienda corrisponderà al 33%, mentre qualora il tempo di impiego del dipendente dovesse ridursi del 60% la riduzione del costo del lavoro arriverà a toccare il 49%.

Come da nostra prassi, restiamo a disposizione nel caso desideriate aggiungere un commento in merito alle ultime novità che vi abbiamo riportato. Se invece preferite ricevere tutte le prossime notizie di aggiornamento sulle pensioni vi ricordiamo di utilizzare il comodo tasto "segui" che trovate in alto, vicino al titolo dell'articolo.

Segui la pagina Pensioni
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!