Sul tema della flessibilità in uscita, il nuovo progetto del part time agevolato in età avanzata non appare sufficiente. Lo affermano i sindacati attraverso tre diverse comunicazioni sui propri siti e sottolineando contemporaneamenteche l'obiettivo finale deve restare quello di un cambiamento nella legge Fornero. "Le nuove norme sul part time sono un fatto positivo, ma non creeranno nuove opportunità di ingresso nel mercato del lavoro per i giovani e non rispondono alle necessità di maggiore flessibilità nell'accesso alla pensione" ha commentato Annamaria Furlan, in rappresentanza degli iscritti alla Cisl.

La sindacalista spiega di ritenere lo strumento del tempo parziale un'opzione interessante per coloro che si trovano a dover svolgere attività di cura e assistenza in famiglia. Ma di fatto si tratta di una soluzione dal campo limitato, che non può offrire risposta a chi perde il lavoro a pochi anni dal pensionamento e negli altri casi di disagio che caratterizzano l'attuale contesto di mercato.

Riforma pensioni 2016, sindacati attendono una convocazione dal Governo

Stante la situazione, appare chiaro che continuano a permanere le motivazioni alla base della recente mobilitazione di piazza e della vertenza aperta in merito alle situazioni di disagio nell'accesso all'Inps. Sulle Pensioni Cgil, Cisl e Uil chiedono pertanto di essere convocati dall'esecutivo per poter discutere dei cambiamenti da apportare nel comparto, al fine di garantire la flessibilità in uscita.

"Il Governo deve dare una risposta più complessiva al tema del ripristino della flessibilità nell'accesso alla pensione, avviando senza indugio il necessario confronto con i sindacati" e discutendo di un progetto di riforma della legge siglata nell'ormai lontano 2011. Per Annamaria Furlan l'esecutivo "finora ha fatto orecchie da mercante", ma un cambiamento della situazione dopo la mobilitazione risalente al 2 aprile si rende improcrastinabile.

Mentre bisogna pur considerare che una riforma in grado di agevolare la quiescenza in età avanzata andrebbe in favore anche dei giovani, dando contemporaneamente "una prospettiva di sicurezza" a tutti coloro che svolgono lavori usuranti o che si ritrovano impiegati in settori e luoghi di lavoro nei quali risulta difficile continuare ad operare in vecchiaia.

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