Dopo l'apertura del Governo alla flessibilità previdenziale, si accende il dibattito in merito alla bontà del prestito previdenziale, il meccanismo scelto dai tecnici per portare avanti una riforma del sistema attesa ormai da più di tre anni. L'obiettivo consiste nel trovare una mediazione tra le esigenze di finanza pubblica e quelle dei lavoratori, con "una soluzione tecnica che non cambi nulla per il pensionato che chiede l'anticipo all'Inps, ma in forza della quale una parte dell'anticipo viene intermediata dal sistema finanziario" spiega il Sottosegretario Nannicini.

D'altra parte, i primi commenti in rete dai gruppi di discussione dei lavoratori nei social network mettono in luce come sono molte le perplessità dei potenziali destinatari verso un meccanismo che dovrebbe consentiredi ottenere la quiescenza per mezzo di un prestito bancario, seppure garantito dallo Stato. Altro nodo in grado di generare dubbi è quello delle penalizzazioni, che al momento sembrano distinguersi sulla base di differenti profili, ovvero seguendo la situazione del lavoratore al momento della domanda di prepensionamento. Vediamo con i dati in nostro possesso quali sono i possibili ambiti di applicazione.

Pensioni flessibili e prestito Inps: i profili di uscita secondo l'analisi dei tecnici

Entrando nel dettaglio, un primo caso è quello dei lavoratori che vorrebbero accedere alla pensione pubblica per poter dedicarsi alla famiglia, ad esempio per accudire i nipotini. In questo specifico scenario, si tratterebbe di una preferenza all'uscita anticipata dal lavoro. Il secondo caso è quello di chi si è trovato disoccupato in età avanzata (in un contesto come quello attuale, nel quale è molto difficile reinserirsi).

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In questo scenario, il lavoratore ha una necessità oggettiva ad ottenere l'ingresso agevolato nell'Inps, anche se non ha ancora maturato tutti i requisiti di legge per il pensionamento. Infine, un ultimo caso è quello dei lavoratori in età avanzata rimasti coinvolti in piani di ristrutturazione aziendale. Tutte queste persone manifestano l'intenzione di anticipare la data di pensionamento, pertanto l'idea del Governo è di creare un sistema di anticipi pensionistici sulla base di un accordo tra pubblico e privato.

Pensioni anticipata 2016, restano i dubbi sul sistema di penalizzazione

Fin qui quanto è stato detto dal Governo, ma i dettagli che davvero potrebbero fare la differenza riguardano le eventuali penalizzazioni applicate al futuro assegno previdenziale. Negli scenari migliori, ovvero quelli legati ad uno stato di disagio del lavoratore, la penalità dovrebbe comunque risultare fortemente ridotta o calmierata dall'intervento dello Stato.

Diverso è il caso di chi sceglie liberamente di anticipare il pensionamento, visto che ci si troverà a dover sopportare una penalizzazione più forte. Infine nel caso delle ristrutturazioni aziendali larga parte del costo dell'operazione potrebbe esserecopertodall'azienda, a beneficio del lavoratore.

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