Negli ultimi giorni, si è parlato molto di autismo, di gite negate a Scuola e di discriminazione: i giornali, la radio e la televisione si sono improvvisamente riversati sulle vicende accadute a Livorno e a Legnano, molto simili tra loro, spesso finendo per criticare il comportamento di insegnanti e direttori scolastici.A questo proposito, il quotidiano toscano 'Il Tirreno' ha pubblicato le dichiarazioni delle insegnanti che prestano servizio nella scuola frequentata da Giulio, ragazzino autistico di 14 anni, rimasto a casa mentre tutti i compagni si recavano in gita a Larderello.

Ultime news scuola, mercoledì 20 aprile 2016: parlano le insegnanti dell'istituto frequentato da Giulio

'Ogni giorno noi insegnanti lavoriamo con dedizione e attenzione: contro di noi è in atto un vero e proprio attacco mediatico e sarebbe auspicabile interromperlo quanto prima' - così esordiscono le docenti dell'istituto - 'La verità è nelle mani delle autorità competenti. Noi amiamo profondamente il nostro lavoro: purtroppo la mala informazione è diffusa e finisce per generare disinformazione. Speriamo che almeno questa vicenda, finita in un tritacarne, possa almeno portare seriamente all'attenzione l'autismo e la sua gestione nelle scuole. I docenti si rimboccano ogni giorno le maniche di fronte alla mancanza di risorse finanziarie, alla mancanza di spazi, di strutture, di personale addetto alla pulizia: le famiglie dovrebbero darci una mano per far conoscere a tutti l'inadeguatezza delle scuole a far fronte ai bisogni di questi ragazzi'.

Non meritiamo tutto questo, noi amiamo il nostro lavoro

Le insegnanti dell'istituto ritengono che discreditare la loro scuola non serve a niente: 'Così si stanno vanificando anni di duro lavoro attraverso i quali Giulio è potuto crescere in una scuola inclusiva e che lo ha messo in condizioni di lavorare insieme ai compagni.

Non meritiamo tutto quello che si è detto, siamo molto amareggiati dal clamore mediatico (e politico...) assunto da questa vicenda - concludono le insegnanti che sottolineano come, così facendo, si stia negando ai ragazzi la possibilità di continuare il loro percorso scolastico serenamente e in modo sano.