L’impegno profuso dal Presidente della Commissione Lavoro Damiano, sul tema della flessibilità pensionistica è ormai un dato certo. Il suo disegno di Legge è da tempo depositato in Parlamento ed aspetta solo di essere discusso, valutato ed eventualmente approvato. Il provvedimento, se mai dovesse diventare realtà, dovrebbe trovare posto nella manovra di autunno, ad ottobre con la nuova Legge di Stabilità. Oggi però, la novità più importante proviene proprio da Damiano che di fatto lancia una raccolta adesioni proprio sul tema riforma Pensioni.

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Damiano vuole aiuto dai lavoratori

L’associazione “Lavoro e Welfare”, di cui è ancora presidente Damiano, oggi 3 maggio ha lanciato, in rete, una petizione per la raccolta di adesioni al suo decreto legislativo sulla flessibilità in uscita, il famoso DDL 857 che ormai da oltre 3 anni giace in attesa di essere discusso. La petizione rimarca tutto quello che è inserito nel disegno di legge, cioè quota 41 senza penalizzazioni e senza limiti anagrafici per i precoci, flessibilità in uscita a partire dai 62 anni con penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto agli attuali 66 anni e 7 mesi, estensione e monitoraggio di opzione donna, chiusura della partita esodati con l’ottava salvaguardia e inserimento di un meccanismo di aumento delle pensioni basse.

In parole povere, correggere tutto l’apparato normativo che sta vessando i lavoratori, con lo spostarsi in avanti dei requisiti necessari. Problema questo che la Fornero ha ingigantito e che penalizza i lavoratori di oggi che vedono allontanarsi la pensione ed i giovani che non trovano lavoro perché non si fa partire il turnover generazionale che la flessibilità in uscita consentirebbe.

La conferma che la flessibilità è un miraggio?

La petizione, pure con i suoi buoni propositi però, lascia dei dubbi, non certo per l’operato di Damiano o per il suo DDL, ma sulla fattibilità di una riforma che appare ancora oggi difficile.

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Possibile che bisogna dare una mano, con una petizione, ad una riforma che il Governo sa già che è sognata da tutti i lavoratori? C’è davvero bisogno di contare quante persone sostengono il DDL Damiano per capire che il sistema previdenziale va aggiustato? Damiano inoltre sottolinea come la flessibilità anche se nel presente prevede delle ingenti uscite di danaro pubblico, nel lungo termine porterà vantaggi alla casse statali.

Secondo Damiano le uscite dei primi 4 anni, cioè di quelli anticipati di pensione, sarebbero compensate dalle penalizzazioni e che nei successivi anni di pensione, l’erario ci guadagnerebbe.

Purtroppo, la sfiducia sta dilagando, il pessimismo sulla possibilità di riformare le pensioni è sempre alto. La petizione conferma che il Governo, nonostante le indiscrezioni, le proposte e le parole spese, non sia ancora in grado di garantire la riforma.