Lotta alla povertà ed interventi per le aree di estrazione del petrolio sono progetti su cui la politica spende sempre tante parole. Uno dei progetti più interessanti che era stato pensato era quello della Social Card. Nel Decreto Sblocca Italia del 2014 infatti era stata avviata una azione destinata alle Regioni interessate dall’estrazione del petrolio, prevedendo un aiuto ai soggetti bisognosi residenti in quelle aree. Stesso discorso per la Social Card straordinaria, un sussidio che sarebbe stato erogato, sempre a famiglie bisognose, che era stato previsto già dal 2013.

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Social Card straordinaria

La Social Card straordinaria è un istituto che mira a concedere un aiuto economico a famiglie che gravano in condizioni di difficoltà economica. Il progetto parte dal 2013, quando questa Social Card è stata avviata in maniera sperimentale in alcune grandi città Italiane. L’ultima Legge di Stabilità aveva fatto pensare che l’istituto sarebbe stato allargato, quantomeno alle aree dello Stivale più svantaggiate. Infatti sembrava in procinto di essere emanato un decreto ad hoc che ne avrebbe decretato l’avvio, ma ancora oggi niente di nuovo.

La Social Card straordinaria, che non va confusa con la Carta Acquisti da 40 euro al mese, avrebbe dovuto erogare un contributo tra 231 e 400 euro al mese per famiglie con Isee inferiore a 3.000 euro, con immobili intestati di valore non superiore a 30.000 euro e con un patrimonio mobiliare, quello dei titoli, conti correnti ed altre forme di deposito bancario, inferiore ad 8.000 euro. Inoltre si pensava di concedere il beneficio a famiglie con almeno un soggetti tra i 15 ed i 66 anni disoccupato.

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Come è evidente, sembrava tutto pronto, avendo già in linea di massima previsto le soglie reddituali ed i requisiti di composizione del nucleo familiare.

Social Card ed estrazione del petrolio

Come dicevamo prima, il Decreto Sblocca Italia aveva previsto un sostegno agli indigenti per le aree dove vengono effettuate le estrazioni del petrolio. Anche qui tutto fermo per la Social Card, nonostante sembrasse un provvedimento in rampa di lacio. Al riguardo bisogna registrare la presa di posizione del Governatore della Regione Basilicata (una di quelle dove si estrae petrolio) Pittella che ha scritto delle lettere al Sottosegretario alla Sviluppo Economico, Gentile, chiedendo l’immediata apertura di un tavolo di discussione.

Infatti, dal MISE, lo scorso febbraio, fu emanato un decreto che stabiliva le linee guida per alcuni incentivi da assegnare ai cittadini di queste aree. Infatti fu previsto che le risorse già assegnate a queste Regioni dovevano essere destinate, sempre in base a precise scelte di intervento di ogni singolo Governo Regionale, a misure di sviluppo economico, coesione sociale e lotta alle disuguaglianze sociali. Per esempio, prendendo a riferimento la questione della Basilicata, il Fondo dove confluiscono le risorse derivanti dalle estrazioni, ha già in cassa 143 milioni, quelli relativi alle estrazioni del biennio 2013/2014.

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Parte di questi fondi, il 20%, dovevano essere destinate proprio alla Social Card per disoccupati e situazioni di svantaggio sociale. Sarebbero state le Regioni a stabilirne modalità di erogazione, importi e procedre applicative.