Il piano mobilità docenti 2016/2017, 'partorito' dopo un sofferto accordo Miur-sindacati che ha suscitato diverse polemiche e malumori, è in piena attuazione: un'operazione che coinvolgerà un vero e proprio 'esercito' di insegnanti visto che riguarderà non solo i 'vecchi' docenti di ruolo, assunti prima della riforma Buona Scuola ma anche, e soprattutto, il personale neoassunto attraverso il piano straordinario indetto dal Miur con la legge 107.

Ultime news scuola, mercoledì 18 maggio 2016: mobilità, quale scuola cercano i docenti privi di sede?

Il noto sito specializzato Tuttoscuola ha pubblicato un interessante sondaggio in merito al tipo di scuola verso cui sarebbero orientati gli insegnanti attualmente privi di sede: è chiaro che la scelta va ponderata con particolare attenzione non soltanto per quanto riguarda le esigenze professionali ma anche considerando, in primis, l'aspetto riguardante la famiglia. 

Tenendo presente questi principi basilari, i docenti della scuola primaria (Tuttoscuola si riferisce in particolar modo a questa categoria di insegnanti) si stanno informando presso le segreterie prima di effettuare la loro scelta. Che tipo di domande vengono rivolte?

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Molti si sarebbero aspettati che i quesiti riguardassero, per esempio, la composizione delle classi, ovvero se il numero degli alunni sia particolarmente alto; oppure, sarebbe logico pensare che le informazioni possano riguardare la personalità, più o meno severa, del dirigente scolastico, oppure se le famiglie dimostrano di voler collaborare con gli insegnanti oppure si mostrano, al contrario, ostili. 

Docenti chiamano le segreterie per avere informazioni ma la principale domanda è sorprendente 

Sembrerà strano ma i docenti, secondo Tuttoscuola, non chiedono affatto questo tipo di informazioni ma, nella maggior parte dei casi, domandano, invece, alle segreterie se la scuola sia sede o meno di seggio elettorale...

Sappiamo bene, infatti, che il prossimo anno potrebbe essere particolarmente 'ricco' di appuntamenti elettorali, a cominciare da quello del referendum sulla riforma costituzionale in programma per il prossimo mese di ottobre: tenendo presente che la scuola sede di seggio elettorale è tenuta a restare chiusa per quattro giorni, tutto questo si traduce in altrettanti giorni di astensione dal lavoro per il personale scolastico.

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