"Teniamo a sottolineare che siamo impegnati su tutto ciò che è flessibilità per l'uscita dal mondo del lavoro[...]rispetto alle ricongiunzioni onerose e rispetto a ripristinare alcune certezze importanti": lo afferma l'On. Maria Luisa Gnecchi durante il proprio intervento nellaconferenza stampa tenutasi oggi alle 13.00 pressola Camera dei Deputati, in favore della petizione popolare sullaproposta di legge A.C. 857/2013."Intanto vi informo che siamo a 9749 firme, ed è un risultato popolare perché questo è un argomento popolare" prosegue il Presidente della Commissione lavoro Cesare Damiano, spiegando poi che "la flessibilità per noi è universale, riguarda il dipendente pubblico, privato e il lavoratore autonomo.

Noi crediamo che il sistema debba avere una correzione". L'esponente democratico presenta poi il nodo centrale della proposta di flessibilità previdenziale su cui si basa l'iniziativa."La nostra proposta è semplice: fino a 4 anni prima con il 2% di penalizzazione. Accanto a questo abbiamo in mente un'altra platea di lavoratori, i cosiddetti precoci che hanno iniziato presto a lavorare, per i quali pensiamo che 41 anni di lavoro uomo o donna che sia e senza penalizzazioni siano più che sufficienti per arrivare alla pensione".

Riforma pensioni, l'On. Gnecchi intervienesulla correzione delle circolari Inps

"Noi parlamentari facciamo spesso leggi mettendoci tutto lo sforzo che riusciamo, ma poi queste leggi vengono interpretate e a volte in modo peggiorativo.

Pensiamo solo all'opzione donna e a quante iniziative abbiamo fatto per ripristinare il diritto delle donne ad esercitare questa possibilità" ha affermato l'On. Gnecchi, spiegando che restano ancora punti critici da risolvere rispetto alla Manovra Salva Italia del 2011. "L'unica gradualitàche eravamo riusciti a conquistare era stato il comma 15 bis per i famosi nati nel 1952 e per di più solo per il settore privato.

Anche su questo, sempre la circolare 35 dell'Inps del marzo 2012 ha previsto che possono utilizzare questa unica possibilità per andare in pensione a 64 anni e 7 mesi (quindi non proprio da bambini), gli occupati del settore privato il 28/12/2011. Eppure nella manovra Salva Italia erano stati previsti ben casi di 55mila persone che potessero utilizzarla, con una media di 17400 euro a testa di pensione annuale.

Adesso noi stiamo cercando di far almeno applicare quell'unica gradualità".

La Commissione lavoro torna a chiedere un confronto con ilGoverno

Stante la situazione, l'On. Damiano conclude spiegando le motivazioni alla base dell'iniziativa e rilanciando l'apertura al dialogo con il Governo. "Perché questa petizione? Perché noi crediamo molto all'idea della partecipazione dal basso, come ci insegna l'Europa. Il numero di firme testimonia che c'è un'adesione popolare a questo obiettivo, per il quale noi ci stiamo battendo". In merito alla dialettica in atto con l'esecutivo "ho apprezzato le dichiarazioni del Sottosegretario Nannicini, che in un'intervista al Messaggero ha detto che il Governo intende muoversi sulla flessibilità.

Il Sottosegretario ha avanzato le ipotesi su cui si sta lavorando. Io dico che è una vittoria per noi. Naturalmente non è detto che la nostra proposta venga accolta, quello che noi adesso vorremmo è confrontarci con il Governo".

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