Secondo la Camusso, segretario della CGIL, la riforma Pensioni 2016/2017, denominata APE, rappresenta l'ennesimo 'animaletto' di cui si serve la retorica del governo Renzi: al momento non ci sarebbero che dichiarazioni di principio e slogan, mentre si attendono quelle che sono considerate le caratteristiche fondamentali dello strumento allo studio e cioè le penalizzazioni. Sul tema è intervenuto il ministro Giuliano Poletti, il quale avrebbe assicurato che ci sarà una differenziazione nelle penalizzazioni a partire dall'entità dell'assegno e del reddito.

Nel frattempo, si segnala che è in partenza la prima misura di riforma delle pensioni varata dall'esecutivo: si tratta del Prestito Pensionistico Agevolato e le parole di Giuliano Poletti in merito sono molto prudenti; è una prova, sostiene il ministro, e bisogna capire quanto piacerà ai lavoratori e alle aziende. Novità anche da Tito Boeri che sembra appoggiare il lavoro del governo Renzi per quanto riguarda l'APE e il nuovo pressing dei lavoratori precoci che insistono, sulla pagina Facebook del Partito Democratico, affinché non scompaia del tutto l'ipotesi di una Quota 41.

Penalità differenziate? Poletti e le ultime novità riforma pensioni oggi 11 maggio

Le dichiarazioni che sono destinate a far discutere di più sono quelle di Giuliano Poletti, il quale, riferendosi alla riforma pensioni 2016/2017 definita 'APE', ha dichiarato che il nodo delle penalizzazioni è il più complesso e che il governo Renzi sta pensando ad una piattaforma differenziata. La riflessione del ministro è la seguente: non tutti i lavoratori vicini alla quiescenza potranno ottenere penalizzazioni del 3%, perché esse vanno differenziate a partire dal reddito; in parole semplici, chi guadagna 3mila euro dovrà subire necessariamente penalità più alte.

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Pensioni Matteo Renzi

Il nodo, però, non è stato sciolto: negli ultimi giorni, infatti, è stato pubblicato uno studio della UIL, che, partendo da alcune previsioni sui tassi d'interesse, ha dimostrato che, con le penalizzazioni allo studio del governo, un lavoratore che guadagna 1000 euro al mese perderebbe circa una mensilità se si ritira un anno prima, ma più di due se si ritira con 3 anni di anticipo. Insomma, le sue parole sono sembrate poco centrate: il problema non è chi guadagna 3mila euro, ma chi guadagna 1000 euro e rischia una penalizzazione insostenibile.

Tito Boeri e il pressing dei precoci: ultime novità riforma pensioni oggi 11 maggio

Si segnala, inoltre, sul fronte della riforma pensioni 2016/2017, un intervento di Tito Boeri che sembra prendere le difese del governo e appoggiare lo sforzo che si sta facendo per pensare uno strumento flessibile per l'uscita anticipata: il Presidente dell'Inps ha ricordato, inoltre, che per ogni lavoratore che resta nella sua mansione per cinque anni in più, un lavoratore giovane non viene assunto.

Il problema, dunque, sarebbe quello della coesione tra generazioni: insomma, i pensionando dovrebbero rinunciare a una percentuale sulla pensione per favorire l'ingresso dei giovani. Nel frattempo, si segnala un nuovo pressing da parte dei lavoratori precoci, i quali si sentono completamente traditi dall'APE: al momento, anche loro, nonostante i 41 anni e spesso di più di contribuzione, dovrebbero essere soggetti alle penalizzazioni, qualora vogliano uscire anticipatamente.

Il pressing sta continuando soprattutto sui social media, con un messaggio inviato alla bacheca del Partito Democratico. Per aggiornamenti su pensioni, APE e penalizzazioni, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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