La sentenza N. 219/2016, emessa dal Tribunale di Treviso, ha ritenuto legittimo il rifiuto di un docente se il dirigente scolastico non provvede a replicare l'ordine di servizio contestato. La decisione presa dall'organo giuridico veneto è la diretta conseguenza di un episodio accaduto ad un insegnante tecnico pratico, il quale ricevette dal proprio preside l'ordine di recarsi ad effettuare supplenza ad una classe seconda rimasta scoperta.

Ultime news scuola 17 maggio: sentenza Tribunale di Treviso, ordine preside, se rifiutato, va replicato

Il quotidiano 'Italia Oggi' ha pubblicato i dettagli della vicenda che ha visto il docente contestare l'ordine presentando rimostranza scritta all'interno della quale si specificava che tale attività si poneva in contrasto con quella già pianificata per quel determinato orario; l'insegnante, infatti, avrebbe dovuto svolgere attività di laboratorio in una classe quinta, per altro importante in vista dell'esame di Stato.

Il dirigente scolastico, preso atto del rifiuto dell'insegnante, provvedeva immediatamente ad infliggere la sospensione dal servizio per tre giorni e la corrispondente sanzione retributiva.

Mancata reiterazione dell'ordine da parte del dirigente scolastico

Il Tribunale di Treviso, nel dare ragione all'insegnante, ha preso in considerazione quanto contenuto nell'articolo 17 del Dpr 3/57 che menziona la limitazione del dovere verso il superiore. Il lavoratore, infatti, qualora ritenga palesemente illegittimo un ordine impartito da un superiore, può presentare la propria rimostranza con indicazione delle proprie ragioni: nel caso in cui l'ordine venga rinnovato per iscritto, il dipendente è chiamato ad eseguirlo, salvo che l'ordine non sia vietato dalla legge penale.

Il preside, nel caso sopra descritto, però, non provvedeva alla reiterazione dell'ordine, procedendo direttamente all'applicazione della sanzione disciplinare. Il giudice del lavoro ha accolto il ricorso dell'insegnante che ha agito in maniera corretta ponendo dapprima atto di rimostranza e attendendo poi che il preside rinnovasse l'ordine, ordine che, al contrario, non è stato rinnovato e che, pertanto, lo ha reso inefficace.