Le ultime novità di oggi 20 giugno sulla riforma pensioni 2016/2017 non possono non tenere conto del risultato elettorale alle elezioni amministrative 2016: il Pd ha subito una grande sconfitta a Roma, dove era comunque annunciata, e soprattutto a Torino, dove il sindaco uscente Fassino era dato favorito sin dal primo turno; a Napoli, il PD non era arrivato neanche ai ballottaggi, mentre gli unici 'sorrisi' arrivano da Milano e da Bologna. È chiaro, insomma, che il voto per queste comunali ha avuto anche un valore politico nazionale: Cesare Damiano, infatti, aveva cercato di lanciare la volata a Fassino a Torino, ma la sconfitta risulta essere particolarmente cocente.

Le riforma del governo Renzi, insomma, non piacciono all'elettorato e la stessa riforma Pensioni all'insegna dell'APE rischia di causare nuovi problemi al partito di maggioranza e il clima per il referendum di autunno si scalda: gli ultimi interventi sul fronte pensionistico raccontano delle parole di Cesare Damiano, che sembra essere rientrato nei ranghi e appoggiare la linea del partito, quelle di Nannicini sulle penalizzazioni e le dichiarazioni della Pinotti sul bonus di 80 euro per le pensioni minime.

Cesare Damiano, Nannicini e il PD: novità oggi 20/06 riforma pensioni 2016/2017

Secondo molti analisti, il PD è stato sconfitto soprattutto perché a non piacere, anche a livello locale, è la linea politica maggioritaria impressa al partito da Matteo Renzi: a farne le spese a Torino è stato Fassino, appoggiato apertamente da Cesare Damiano, e i contrasti interni tra maggioranza e minoranza dem non hanno fatto altro che allontanare gli elettori.

Le ultime novità di oggi 20 giugno sulla riforma pensioni 2016/2017 sembrano continuare a raccontare questa scissione interna al PD: Cesare Damiano, rappresentante 'critico' del PD di Renzi pur essendosi arreso all'APE, chiede maggiore flessibilità anche per le categorie dei lavoratori precoci, di coloro che svolgono mansioni usuranti e di quelli che si trovano a età avanzata senza lavoro – la sua proposta è che le agevolazioni coprano completamente gli interessi sul debito pensionistico; Nannicini, invece, bocconiano e renziano di ferro, spiega come la penalizzazione massima per un'uscita anticipata di tre anni sarà del 15%, ma nettamente più bassa per chi presenta un'ipotesi di assegno particolarmente bassa – nessun cesso sulle categorie dei precoci, degli esodati, delle donne e dei lavori usuranti.

Ancora una volta si fronteggiano le due anime del PD.

Pinotti e gli 80 euro: novità riforma pensioni oggi 20 giugno

Le novità di oggi 20 giugno sulla riforma pensioni 2016/2017 parlano anche di una chiara promessa che il governo Renzi sembra aver fatto in maniera aperta e netta: nella legge di stabilità 2017 sarà presente il bonus di 80 euro per le pensioni minime.

A dichiaralo è la ministra Pinotti, durante un'intervista a Il Secolo XIX, la quale si dice fiera di far parte di un governo che è riuscito a fare tanto in poco tempo. Anche la misura degli 80 euro sembra rientrare all'interno delle logiche politiche, nella misura in cui la conferma del provvedimento potrebbe arrivare proprio nel periodo in cui vi sarà il referendum costituzionale in autunno: insomma, si ritiene che la scelta di una misura sugli 80 euro possa risollevare le sorti del governo Renzi che, dopo la giornata di ieri, attraversa una delle sue crisi più importanti. Per aggiornamenti, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.