I lavoratori stagionali sono una vasta fetta del tessuto lavorativo italiano, ma negli ultimi tempi, il loro lavoro è stato oggetto di alcune norme che li hanno penalizzati sensibilmente. Le problematiche per questa categoria non si riducono solo alle ormai arcinote vicende legate ai sussidi di disoccupazione Inps, ma vanno ben oltre. Sono 4 anni che questi lavoratori vengono vessati da Leggi emanate, approvate ed attuate senza tener conto degli effetti drammatici per molte famiglie. L’allarme viene dalla Riviera Romagnola e dal sindacato CGIL che ha in mente dal 10 giugno di lanciare una iniziativa volta a sostenere le problematiche di tutti questi soggetti.

L’azione della CGIL ed i banchetti di raccolta firme

L’iniziativa di cui parliamo, nata dalla CGIL di Rimini e dal suo Segretario Graziano Urbinati, sarà chiamata “la Stagione dei Diritti”. Il via a questa, che sarà soltanto la prima di una serie di iniziative da tenersi nei luoghi di villeggiatura sedi predominanti dei lavoratori stagionali, per tutta l’estate, partirà ufficialmente domani 10 giugno. Si tratta di banchetti che chiederanno adesioni e firme a quanti interessati dalle evidenti problematiche lavorative e per far conoscere a tutti i problemi di questi lavoratori ed eventualmente, valutarne i correttivi. L’azione del sindacato potrebbe risultare interessante soprattutto se aggiunta alle altre iniziative in materia Naspi e stagionali che sono ancora attive per mano di comitati e gruppi di lavoratori che contestano il nuovo sussidio di disoccupazione.

Quali sono le problematiche da combattere?

Sulla Naspi si è detto tutto o quasi, perché se lo scorso anno una salvaguardia temporanea ha salvato la disoccupazione per il 2015, quest’anno i lavoratori saranno penalizzati. Gli stagionali, ad oggi, percepiranno di Naspi, solo la metà delle settimane che andranno a lavorare questa estate, cioè largamente meno di quanto erano abituati a percepire.

Secondo la GGIL, da quando è stata istituita ad oggi, la disoccupazione per il lavoratori stagionali si è ridotta di molto e gli ultimi 4 anni di normative e modifiche hanno completato il disastro. Infatti se prima, a 4 mesi di lavoro corrispondevano anche 4 mesi coperti da sussidio, oggi non si arriva neanche a 2.

Inoltre, lo scorso mese di maggio la CGIL ha chiesto audizione alle Camere per cercare di trovare una soluzione condivisa al problema, ma ancora oggi niente è stato fatto ed il pericolo che nulla si faccia, con la stagione estiva alle porte è concreto.

Come non bastasse la Naspi, il lavoro stagionale è vessato anche da altre situazioni come i voucher ed il lavoro irregolare. Sempre dal sindacato fuoriescono dati allarmanti sulla situazione lavorativa del riminese, ma pensiamo che sia un problema estendibile tranquillamente a larga parte dello stivale. Gli albergatori in concorrenza tra loro abbassano i prezzi offerti alla clientela e tagliano sulle spese per il personale che spesso viene pagato non ad orario di lavoro ma a numero di camere da pulire per esempio. Un lavoro appaltato in questo modo, pagato con i voucher, il cui abuso di utilizzo sta raggiungendo soglie allarmanti rende precario ancora più del solito il lavoro stagionale.

Inoltre, statisticamente le stagioni lavorative estive si sono sensibilmente accorciate ed a periodi brevi di lavoro, pagati male e in malo modo, seguono periodi ancora più brevi di disoccupazione.

Se a tutto ciò si aggiungono le problematiche contributive, cioè la pochezza di ciò che i lavoratori riescono a destinare, con questo modo di lavorare, alla pensione futura, il disastro è totale.