Nel partito di maggioranza riunitosi in direzione ci si interroga sul risultato delle ultime elezioni. La fronda interna al partito, dove emergono già le figure che vorrebbero prendere il posto di Renzi, accusa la leadership di non aver voluto prendere in considerazione le voci che provenivano dalle parti interessate. Sanità, pensioni ma soprattutto istruzione, sono state profondamente intaccate dalle riforme del governo e il risultato si è visto alle elezioni dei sindaci. I mal di pancia della sinistra riformista in opposizione ai 'renziani' hanno trovato nella kermesse della direzione del Pd terreno fertile per sferrare i primi attacchi alla maggioranza renziana.

Crisi del partito colpa dei docenti

La politica del non ascolto, il voler tirare una riga col passato e voler licenziare a tutti i costi la riforma della Scuola con la legge 107 ha causato indubbiamente un calo di voti in seno al partito di governo. Colpa della riforma della scuola la crisi del PD, secondo il premier Matteo Renzi che nel corso della direzione del partito ha parlato ai suoi cercando di individuare le responsabilità del pesante calo di consensi registratosi alle ultime consultazioni comunali. Incalzato dalle continue promesse sui social da parte dei docenti di non votare mai più per il PD punendolo col voto delle amministrative che ha visto vincere quasi ovunque il M5S, riferisce che la riforma della scuola è la responsabile della profonda frattura creatasi con i docenti della scuola.

Ritiene però che siano stati fatti dei passi avanti per cercare di ricomporla.

Imparare dagli errori

Non la pensa affatto così il capogruppo della sinistra riformista on. Roberto Speranza. Nel corso del suo intervento alla direzione del PD, Speranza inchioda alle responsabilità la maggioranza renziana, "rea" di non aver ascoltato le istanze del mondo della scuola.

Giunti a questo punto diventa determinante cercare di aprire un tavolo con gli insegnanti perché le loro opinioni, il loro peso politico nelle decisioni del partito, assumono proporzioni talmente grandi che non si possono ignorare se si vuole mantenere il PD al governo. Non si tratta di rompere le uova nel paniere alla maggioranza del partito, ha spiegato sempre Speranza, ma se non si cambia rotta si rischia di andare a sbattere contro un muro, lasciando sottintendere che occorre saper trovare soluzioni adeguate per correggere la Buona Scuola.

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