Si terrà nella giornata di oggi, mercoledì 6 luglio, il vertice tra il ministero dell'Istruzione e i sindacati sulle assunzioni nella Scuola e sull'adozione dello strumento della chiamata diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici. Rispetto ad alcune settimane fa le posizioni si sono avvicinate: la tappa odierna è considerata decisiva per l'intesa stessa che potrà raggiungersi solo se il ministero dovesse rinunciare ad assegnare pieni poteri di scelta ai presidi, secondo la propria discrezionalità, a favore di una valutazione ancorata ai titoli e ai punteggi raggiunti dai docenti

Scuola, chiamata diretta: il dilemma del colloquio

Le anticipazioni sulla trattativa sono state fornite dal quotidiano Italia Oggi che delinea una nuova procedura contrattuale nella quale i dirigenti scolastici saranno vincolati nella scelta dei docenti che andranno ad insegnare nella propria scuola a valutare i titoli dei candidati.

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Sarà, pertanto, una scelta anonima, che non dovrebbe richiedere nemmeno lo svolgimento del colloquio, bocciato dai sindacati. Quello del colloquio sarà, in ogni modo, uno dei punti più discussi nel confronto di oggi: la legge sulla Buona scuola lo prevede e il contratto non può derogare alla norma. È probabile che si arrivi ad una soluzione di mezzo, ovvero che sia il preside, a sua discrezione, a richiederlo oppure no e quando tenerlo. 

Chiamata diretta: cosa farà punteggio?

Il meccanismo della chiamata diretta vivrà il suo debutto entro il termine di agosto: ciascuna scuola pubblicherà un avviso che indicherà il numero di cattedre da occupare e i requisiti della selezione.

I docenti che si candideranno dovranno produrre il proprio curriculum che verrà esaminato dal dirigente scolastico. Il preside, a sua volta, sceglierà sia in base alla professionalità dei candidati che in base al rispetto dei requisiti previsti dal bando. Nello specifico, i parametri di selezione riguarderanno: 

  • la preparazione digitale; 
  • la conoscenza delle lingue straniere; 
  • la competenza sulla disabilità;
  • le necessità educative speciali.

I quattro indicatori serviranno a stilare una vera e propria graduatoria e ad assegnare un punteggio per ciascun candidato.

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I docenti che non riceveranno la proposta di incarico da alcun preside, saranno assegnati d'ufficio dall'amministrazione scolastica ad una scuola: in tal caso, farà fede il punteggio acquisito ai fini della mobilità.