Cresce l'attesa per il prossimo 29 luglio 2016, la data nella quale Governo e sindacati torneranno a sedersi attorno ad un tavolo per affrontare forse definitivamente la questione della flessibilità previdenziale. I tempi infatti stringono e da più parti si sottolinea l'importanza di giungere ad un accordo in merito ai nodi ancora irrisolti sulle Pensioni, anche perché la discussione sulla legge di stabilità 2017 inizierà subito dopo la pausa estiva e per allora dovrà già essere pronta la bozza del testo da inserire in Manovra. Se a grandi linee i meccanismi di flessibilità sembrano pronti a concretizzarsi attraverso l'anticipo pensionistico (APE) ed un eventuale ricorso alla previdenza integrativa (RITA), resta invece ancora da dipanare la questione delle coperture, che sarà sicuramente uno dei punti caldi da verificare durante il prossimo incontro tra esecutivo e parti sociali.

Vediamo insieme quali sono le ultime anticipazioni al riguardo.

Pensioni flessibili, verso intervento sul tema dell'aspettativa di vita?

Stante la situazione, una delle novità più interessanti potrebbe essere legata proprio al tema dell'aspettativa di vita (AdV). Secondo gli ultimi commenti rilasciati dal sindacalista Ivan Pedretti durante la propria diretta Facebook, vi sarebbe in discussione la possibilità di bloccare l'applicazione degli adeguamenti all'AdV una volta raggiunti i 67 anni di età. Una prerogativa che all'inizio sarebbe offerta ai lavoratori precoci ed a coloro che hanno svolto lavori usuranti o vivono situazioni di difficoltà, ma che successivamente potrebbe essere allargata anche in favore di tutta la platea dei pensionandi.

Mentre per gli stessi precoci sarebbe allo studio anche un incentivo utile a flessibilizzare l'uscita dal lavoro fino a raggiungere nei casi migliori il pensionamento attraverso la finestra dei 41 anni di età, una misura che potrebbe in effetti coincidere con le richieste dei pensionandi.

Riforma pensioni, verso allargamento della no tax area

Per i pensionati l'appuntamento del prossimo 29 luglio prospetta invece un intervento in favore prima di tutto di chi possiede redditi bassi. Si tratta dell'allargamento della no tax area, misura che dovrebbe equiparare gli sgravi fiscali sugli assegni dell'Inps a quelli già presenti per i lavoratori dipendenti.

Mentre per quanto concerne il sostegno al reddito si sta pensando ad un intervento di allargamento della platea che può fruire della quattordicesima mensilità. La misura di fatto sembra più semplice da implementare rispetto all'ipotesi di un nuovo bonus da 80 euro, sia per le questioni relative all'applicazione pratica che per il problema dell'incapienza di chi percepisce assegni talmente bassi da non essere soggetti all'Irpef. L'operazione dovrebbe prevedere coperture perquasi 300 milioni all'anno, un costo tutto sommato contenuto in relazione all'impatto e all'incisività che potrebbe avere dal punto di vista del welfare.

Come da nostra prassi, restiamo a disposizione nel caso desideriate aggiungere un commento in merito alle ultime novità che vi abbiamo riportato.

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