Le ultime news pensioni precociad oggi 21 settembre riguardano soprattutto le dichiarazioni a favore di una delle categorie più battagliere degli ultimi mesi: non soltanto i sindacati – soprattutto la Cgil – hanno fatto sapere che l'accordo potrebbe essere raggiunto soltanto se si risolve la vertenza dei precoci, ma anche l'ex ministro Elsa Fornero e la Presidente della Camera Laura Boldrini hanno rilasciato dichiarazioni in merito. Si tratta, insomma, di una delle questioni considerate fondamentali per l'intero pacchetto di misure di riforma Pensioni.

Nel frattempo, proseguono le polemiche anche intorno all'APE: nella trasmissione DiMartedì c'è stato un acceso dibattito tra la Fornero e Maurizio Landini, segretario Fiom.

Fornero e Boldrini sui lavoratori precoci: ultime news pensioni oggi 21 settembre

Le ultime news pensioni precoci oggi 21 settembre partono da quella che può essere considerata la notizia del giorno: il tavolo con i sindacati è stato rinviato al 27 settembre per permettere, come ha sottolineato Poletti, un ulteriore approfondimento.

Al centro non c'è soltanto l'APE e l'aumento della quattordicesima, ma anche la vertenza dei lavoratori precoci. Su questo punto, giunge una dichiarazione di Elsa Fornero, rilasciata nella serata di ieri a DiMartedì, il programma di approfondimento di La7, dove l'ex ministro ha sottolineato la necessità per il governo di intervenire proprio sulla categoria di chi ha iniziato a lavorare da minorenne.

Anche la Boldrini ha deciso di twittare un messaggio a favore dei lavoratori precoci: sottolinea la sua vicinanza alla categoria, postando anche una foto che la ritrae insieme ai comitati che avevano raccolto 50mila firme a favore della proposta di riforma pensioni Damiano.

Le polemiche sull'APE: ultime news pensioni oggi 21 settembre

Le ultime news pensioniparlano anche della questione 'APE' e delle polemiche che sorgono intorno ad essa.

Ad intervenire è stata, sempre ai microfoni di DiMartedì, l'ex ministro Elsa Fornero, che ha spiegato i motivi per cui appoggia la misura: chi vuole uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, deve assumersi gli oneri individualmente (il prestito dalle banche) e a pagare questa scelta non dovrebbe essere la collettività e cioè lo Stato. Maurizio Landini, invece, ha risposto al ministro, sottolineando un altro aspetto: quando una persona ha lavorato per 40 anni e più, deve poter andare in pensione liberamente, senza doversi indebitare con le banche. Per aggiornamenti, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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