C’è come sempre la scure dell’UE sulla prossima riforma della previdenza che il governo Renzi, con il ministro del lavoro Giuliano Poletti in testa, sta formulando riunito nelle stanze di Palazzo Chigi. Prima i vertici con i sindacati, che occuperanno quasi tutto il mese, poi solo riunioni tecniche per fare l’elenco dei punti da inserire in Legge di Stabilità. Le ultime notizie sulle pensioni aggiornate ad oggi 6 settembre 2016 si rifanno in particolare al piano a due mani Renzi-Poletti - che vorrebbero dare vita ad una sorta di APE mista - e al pacchetto di misure inserite nella riforma, ben 7 diverse.

Ad incuriosire in particolare è l’idea di una flessibilità nella flessibilità: ogni pensionato potrebbe infatti avere la possibilità di richiedere un anticipo, e dunque un APE, modulato in base alle proprie necessitàfacendosi così prestare il 100% ma anche solo il 50 o il 30% dell’assegno futuro. Oltre a questa il carniere previdenziale prevede altre 6 misure, ma tutto (e in particolare l’APE flessibile) potrebbe cadere causa veto dell’UE, cui l’Italia si è rivolta per avere il lascia passare in vista della Legge di Bilancio.

News pensioni oggi 6 settembre 2016, Poletti e Renzi vogliono un APE flessibile: sarà possibile farsi anticipare quanto si vuole

Le ultime news sulle pensioni aggiornate ad oggi 6 settembre 2016 si rifanno dunque alla nuova possibile veste di cui potrebbe essere dotato l’APE, l’assegno pensionistico anticipato. L’idea di Poletti e Renzi per rendere la misura ancora più flessibile è piuttosto semplice: chiunque sarà in possesso dei requisiti per fruire dell’APE potrà fare richiesta e ottenere solo un pezzetto dell’intero assegno, quello che in quel momento della sua vita gli può essere più utile.

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Pensioni Matteo Renzi

Potrebbe ad esempio ottenere il 50% di APE e il 20 prenderlo invece dalla previdenza integrativa, insomma combinare le cose in modo tale da avere tassi di restituzione più bassi. In definitiva chi avrà bisogno di andare prima in pensione non dovrà farsi anticipare per forza l’intero ammontare dell’assegno futuro. Basterà solo una piccola parte. Ma perché un cittadino che ha lavorato tutta la vita e pagato tasse e contributi dovrebbe chiedere un prestito per abbandonare l’impiego?

Secondo Renzi e Poletti la forza della misura sta tutta nell’anticipo: l’APE consentirà infatti di uscire dal lavoro a 63 anni e dunque fino a 3 anni e 7 mesi prima dei requisiti vigenti.

Riforma pensioni, ultime novità oggi 6 settembre: il pacchetto previdenziale ha sei misure ma l’UE può dire no

L’APE, in merito al quale il governo Renzi stima una platea di beneficiari di 350mila lavoratori per il primo anno salvo poi assestarsi sui 150mila l’anno, è solo uno dei sette provvedimenti previdenziali allo studio.

Le ultime news sulla riforma delle Pensioni ci parlano infatti di un calderone che prevede altre sei misure: incremento della 14° per i pensionati, le manovre pro precoci e usuranti, l’eliminazione delle penalizzazioni per chi va via prima dei 62 anni, la no tax area per i pensionati e la ricongiunzione dei contributi versati in fondi separati. Sei pacchetti per una manovra che l’Italia aspetta da oltre un lustro.

Si è imboccata la via giusta dunque? Neanche per idea perché l’UE potrebbe stoppare tutto. E’ stata l’Italia stessa a chiedere un parere all’Unione Europea che dovrà valutare se e in che misura l’APE possa incidere sul debito pubblico; Poletti and co. stanno infatti pensando a prevedere rate e tassi di restituzione più morbidi per le categorie meno abbienti ecco che l’UE potrebbe individuare nella spesa per le detrazioni un incremento non consentito del debito pubblico. Cosa accadrà? E’ presto per dirlo, di certo iprossimi giorni saranno decisivi.

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