Le ultime novità sulle pensioni aggiornate ad oggi 18 settembre si riferiscono alle parole di Cesare Damiano in merito alla questione, in primis, dei lavoratori precoci, senza dimenticare gli esodati. A pochi giorni dall'incontro, forse, decisivo, tra governo e sindacati per la riforma delle Pensioni per il 2017, nuove interessanti dichiarazioni si aggiungono a quello che è divenuto, d'improvviso, il tema più caldo dell'agenda previdenziale, la quale vede in dirittura d'arrivo, ormai, la pensione anticipata a 63 anni, il cosiddetto Ape, anticipo pensionistico.

Pensioni, il monito di Cesare Damiano e polemiche tra i lavoratori precoci

Le ultime notizie sulle pensioni fanno riferimento, come detto, all'ultima nota stampa di Damiano apparsa sul proprio sito ufficiale, dove esprime la sua richiesta al governo di proseguire nella strada verso il via libera alle pensioni per i precoci, dando così una risposta definitiva ad una categoria che da troppo tempo sta lottando per ottenere quello che appare un sacrosanto diritto.

Ad accorgersi che il prepensionamento dei lavoratori precoci sia uno temi di maggiore interesse, e di cui si discuterà maggiormente nel nuovo confronto del 21, sono stati anche i mass media nazionali, i quali hanno, dopo diverso tempo, offerto una vetrina importante ai precoci, discutendo ampiamente la problematica relativa a quei lavoratori che, appunto, hanno iniziato ad andare in fabbrica (esempio) prima del compimento dei 18 anni di età.

Quello che appare ormai soltanto uno slogan, quota 41 per i precoci, è uscito definitivamente di scena, anche all'indomani delle parole del ministro del Lavoro Poletti, che ha dichiarato come i costi siano alti e che nei prossimi giorni l'esecutivo farà i conti per arrivare ad una soluzione condivisa con i sindacati. Quest'ultimi attendono con ansia la decisione del governo, su tutti la Cgil, con il leader Susanna Camusso che ha specificato come quello dei precoci sia la chiave della trattativa.

In ballo, ricordiamo, rimane il bonus contributivo per i lavoratori precoci, i cui costi sembrerebbero, il condizionale è d'obbligo, essere compatibili con la spesa di 2 miliardi di euro destinata dal governo al pacchetto previdenziale, il quale, oltre a contenere appunto l'introduzione della pensione anticipata a 63 anni, dovrebbe avere al suo interno anche l'aumento della quattordicesima, provvedimento che in realtà non è stato salutato con entusiasmo da Tito Boeri, ricevendo, nelle ultime ore, le critiche di Proietti, segretario confederale della Uil.

Il bonus per i precoci, ricordiamo consiste in uno sconto pari a 4 o 6 mesi per ogni anno di lavoro svolto tra i 14 e i 18 anni. Per questo motivo si è parlato, nelle ultime settimane, di precoci veri, gli stessi che rientrerebbero, di fatto, nel provvedimento del governo, sempre che vada in porto. Decisive, evidentemente, le prossime ore, quando l'esecutivo potrebbe dare una risposta definitiva ai sindacati su questo punto.

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Intanto nel gruppo dei Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti si sono vissute ore difficili, con dei post di alcuni utenti all'attacco dei sindacati e dei politici. Ad intervenire è stata Antonina Cicio, presenta insieme, tra gli altri, ad Occhiodoro nell'incontro tenutosi a Palazzo Chigi lo scorso 14 settembre, la quale ha invitato tutti a moderare i toni, perché il rischio di veder naufragare tutti gli sforzi compiuti ad oggi è alto.

Sono ore di attesa, interminabili.

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