Piacerà ai contribuenti la nuova pensione anticipata di Renzi (Ape) che permette di anticipare l'uscita senza attendere la pensione di vecchiaia? A questa domanda ciascun lavoratore dovrà trovarela propria risposta attraverso un'attenta analisi dei costi dell'operazione, valutando quanto sia disposto a rinunciare di assegno pur di andare in pensione prima. Progetica ha fatto un calcolo su tre lavoratori dipendenti nati negli anni 1952, 1953 e 1954, stimandone la pensione che si percepirà, sia durante il periodo dell'anticipo che durante la vecchiaia.

Le simulazioni indicano decurtazioni variabili a seconda degli anni che si decide di anticipare, con tagli che, però, possono risultare allarmanti.

Pensioni anticipate 2016 con Ape di Renzi: quanto si perde di pensione?

Come si può osservare dalla tabella, infatti, chi è nato nel 1952 ed ha una pensione di vecchiaia prevista a 66 anni e sette mesi di circa 1.340 euro, nel caso in cui anticipi di 19 mesi, andando in pensione anticipata a 65 anni nel 2017, percepirà da subito 1.287 euro netti, con una decurtazione dell'assegno del 3,9 per cento. Tale decurtazione dipende dai più bassi contributi versati per l'uscita anticipata da lavoro e dal diverso tasso di trasformazione. Tuttavia, durante i 20 anni di vecchiaia nei quali il contribuenti dovrà restituire il prestito, la decurtazione aumenterà fino al 15,3 per cento, con una rata di 153 euro (per tredicimensilità) ed una pensione finale di 1.134 euro.

Anticipo pensionistico 2016, qual è il taglio della pensione per redditi fino a 3000 euro?

La decurtazione della pensioneè evidente per redditi più alti. Infatti, il contribuente nato nel 1953 che produca un reddito netto di duemila euro, senza la flessibilità andrà in pensione a 66 anni e undici mesi per un assegno di 1.695 euro.

Anticipando di 35 mesi nel 2017, avrà un mensile di 1.551 euro con un taglio dell'8,5%. Ma, alla restituzione del prestito, la pensione scenderà ulteriormente a 1.212 euro, con un taglio del 28,5% finale ed una rata mensile di 339 euro. Analogamente, il contribuente classe 1954 con un reddito attuale di tremila euro e un assegno di vecchiaiasenza flessibilità a 66 anni e undici mesi di 2.446 euro, scegliendo la pensioneanticipata piena, cioè di 47 mesi, si ritroverà una pensione di 2.150 euro (taglio 12,1%). Nei venti anni di pensione di vecchiaia l'assegno si ridurrà a 1.520 euro, con un taglio del 37,9 per cento e una rata di 629 euro.