Con l'approvazione della legge di Bilancio di ieri, 15 ottobre 2016, da parte del Governo Renzi e del pacchetto delle Pensioni per il prossimo triennio, trovano conferme anche le misure introdotte a favore dei lavoratori precoci, in particolare per l'uscita anticipata con Quota 41. Con il riscontrodelle anticipazioni fatte nelle ultime settimane, infatti, i precoci potranno uscire da lavoro se avranno versato almeno 41 anni di contributi dei quali non meno di dodici mesi dovranno riguardare il periodo giovanile della propria carriera lavorativa, ovvero prima deidiciannove anni di età.

Pensione anticipata dei precoci con quota 41: chi può uscire anticipatamente?

Con la riforma delle pensioni di Renzi ormai in via di definizione finale, i precoci potranno beneficiare, inoltre, dell'annullamento delle penalizzazioni per chi scelga lapensione anticipata prima di aver compiuto i 62 anni di età. Tali penalizzazioni sono attualmente vigenti, ma la legge di Stabilità di un anno fa ne decretò la sospensione fino al 2017. E possibile fare una simulazione di un lavoratore, impiegato, di cinquantasei anni, cioè nato nell'ottobre del 1960, che ha cominciato a lavorare come operaio edile a sedici anni.

Attualmente il lavoratoreha quaranta anni di contributi, dei quali tre versati prima di aver compiuto i diciannove anni di età. Dunque il requisito per la quota 41 è ampiamente soddisfatto.

Pensioni 2016 con quota 41: la simulazione di un lavoratore precoce

Il lavoratore precocedell'esempio, potrà smettere di lavorare a ottobre del 2017, mese nel quale avrà raggiunto la quota 41, con un anticipo rispetto alla primapensione possibile, prevista per il dicembre del 2019, di 2 anni e due mesi.

Infatti, con l'incremento dell'età pensionabile derivante dall'allungamento dell'aspettativa di vita di ulteriori quattro mesi proprio a partire dal 2019, il contribuente avrebbe dovuto attendere i 43 anni e due mesi di versamenti con un'età compiuta di 59 anni per la pensione anticipata attualmente vigente, fissata a 42 anni e dieci mesi. Con la quota 41, invece, il lavoratore potrà uscire a 57 anni e non pagare alcuna penalizzazione.

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