E' atteso per domani, 30 novembre 2016, l'incontro tra il Governo Renzi e i sindacati per rinnovare il contratto degli statali e decretare gli aumenti di stipendio. Punto cruciale della contrattazione sarà proprio la Scuola, il comparto con più dipendenti della Pubblica Amministrazione che, negli anni di blocco, ha subito anche la riforma varata dallo stesso Renzi con la legge 107/2015. Dopo l'alt della Corte costituzionale che ha bocciato alcuni articoli della riforma della Pubblica amministrazione della Madia, il Premier Renzi si aspetta di chiudere domani la trattativa, partendo dagli aumenti annunciati di 85 euro lordi al mese, anche se, in realtà, saranno medi e non a pieno regime già dal 2017.

Rinnovo contratto scuola 2016: ecco quale sarà l'aumento di stipendio di docenti e Ata

Tuttavia, la chiusura della trattativa Governo-sindacati sul rinnovo del contratto degli statali non sarà facile. C'è il problema delle coperture finanziare per gli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici e c'è la questione della compatibilità della legislazione con il nuovo contratto. Nella bozza dell'accordo presentato meno di una settimana fa, infatti, gli 85 euro promessi dal Governo Renzi per gli aumenti delle buste paga sono da considerare "una media" e, probabilmente, una meta non raggiungibile nel 2017 dai docenti, dal personale Ata e, in generale, anche dai dipendenti degli altri settori pubblici.

Col miliardo e mezzo di euro stanziato nella legge di Bilancio (al netto delle assunzioni e dei bonus alle forze di difesa), Il Sole 24 Ore ha calcolato che, in busta paga, si avrebbe un aumento lordo di circa quaranta euro. Inoltre, per arrivare a 85 euro nel 2018, occorrerà trovare ulteriori coperture finanziare. I sindacati, invece, si presenteranno al tavolo chiedendo che l'aumento di 85 euro sia per tutti, indistintamente.

Le posizioni, pertanto, rimangono ben distanti.

Nuovo contratto scuola 2016: riforma Brunetta e mobilità docenti nel mirino

Infine, il rinnovo del contratto degli statali dovrà stabilire nuove regole di beneficio di bonus e premi di produttività. Su questo argomento, il Governo Renzi sembra convergere sulla posizione dei sindacati, ovvero di non applicare la riforma Brunetta che prevede aumenti di stipendio, sotto forma di bonus di merito, solo a tre dipendenti statali su quattro.

Tale decisione contrattuale, però, ad oggi non può essere applicata al comparto scuola, la cui riforma della legge 107 del 2017 ha escluso che la contrattazione sindacale possa derogare alla legislazione stessa. Pertanto, occorrerà trovare la soluzione per aggirare la riforma Brunetta del 2009 che scatterebbe al primo rinnovo del contratto di docenti e Ata e ridare alla trattativa alcuni importanti argomenti. In gioco, dunque, non solo gli aspetti retributivi ed i bonus, ma anche la mobilità degli insegnanti per l'anno scolastico 2017/18. Molto dipenderà dalla circonferenza dell'accordo di domani.

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