Le ultime novità al 7 novembre 2016 sulle pensioni precoci riguardano il quadro ormai chiaro di quanti potranno accedere alla pensione grazie alla Legge di Bilancio 2017 con 41 anni di contributi versati. Sui social, nel gruppo 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti', sono ancora in tantia farsi domande sulla propria posizione previdenziale, taluni ancora non hanno compreso se, quando e con quali requisiti potranno finalmente accedere alla propria quiescenza. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza partendo dalle slides pubblicate da Nannicini sul web.

Novità pensioni precoci: per chi si pare la porta della pensione da maggio 2017?

Alcunilavoratori precoci, stando a quanto contenuto nelle slides esplicative, potranno accedere alla quiescenza con la Quota 41. Il beneficio come però ha specificato Poletti non è stato possibile estenderlo a tutti, per carenza di risorse. Il primo anno il Governo ha infatti stanziato per la categoria precoci 360 milioni di euro. Cifra che andrà poi ad incrementarsi negli anni successivi, ma che non consentirà comunque nemmeno in futuro di concedere la quota 41 a tutti senza se e senza ma.

Le risorse, ancora per una volta, l'hanno fatta 'da padrone' non rendendo possibile assecondare la richiesta cardine dei lavoratori precoci, che ritengono all'unisono di aver ampiamente meritato la pensione dopo aver lavorato e versato contributi per41 anni. I paletti imposti dal Governo sono diversi, ma Poletti specifica, nel corso dell'interrogazione parlamentare rispondendo a Rizzetto (FDI), che non è stato possibile fare di più.

In primis va ricordato che per poter essere considerati precoci e poter usufruire della quota 41 sarà necessario aver versato i propri contributi prima del compimento dei 19 anni d'età almeno per12 mesi anche non continuativi. Poi bisogna rientrare in una di queste categorie 'disagiate', ecco quali.

Precoci e quota 41, benefici per pochi: i 'fortunati' che vi accederanno

La quota 41 sarà utilizzabile da quanti siano privi di lavoro ed abbiano esaurito ogni ammortizzatore sociale da almeno tre mesi, da quanti abbiano un parente convivente di primo grado con disabilità da curare, da quanti siano considerati inabili al lavoro con certificata invaliditàparo superiore al 74%, da quanti svolgano da almeno 6 anni un mestiere rientrante in quegli 11 definiti gravosi dal Governo e che si vanno ad aggiungere ai mestieri usuranti.

Tra questi rientrano ad esempio i macchinisti ferroviari, i guidatori di mezzi pesanti, le maestre d'asilo nido e della scuola dell'infanzia, i conciatori di pelle, gli operai edili, gli addetti allo smistamento rifiuti e gli operatori ecologici, gli infermieri e/o ostetriche che lavorano in ambito ospedaliero su turni, gli operai edili. Fuori restano molte altre categorie che riducono sensibilmente la platea dei precoci potenziali beneficiari. I lavoratori non sono soddisfatti di quanto raggiunto, anche se sono consapevoli che poco è meglio di nulla, e che almeno le parole 'quarantunisti' e precoci sono tornate alla ribalta politica.

Per tutti gli altri che non rientrano in queste categorie non resterà che lavorare ancora 1 anno e 10 mesi se uomini e 10 mesi se donne al fine di raggiungere i requisiti standard imposti dalla Riforma Fornero, per loro dunque la Legge di Bilancio 2017 non ha portato alcun beneficio in termini di 'sconti' contributivi. Altra novità per tutti coloro che hanno già maturato i requisiti contributivi richiesti dalla Fornero sarà la possibilità di accedere alla quiescenza piena seppur prima dei 62 anni anagrafici. La LdB2017 ha confermato lo stop alle penalizzazioni post 2018 per tutti i precoci. Nannicini che ha specificato sul web, attraverso delle slides, quali saranno i precoci che rientrerannoda maggio 2017ha detto che la quota 41 limitata è una misura "Ispirata a principi di equità e sostenibilità: non si torna indietro rispetto al legame previdenza-demografia, ma si aiuta chi è in condizione di bisogno ”.

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