Oggi apriamo la nostra rubrica “Parola ai comitati” tornando a parlare del caso esodati, con un’intervista a Luigi Metassi, ex esodato, beneficiario della prima salvaguardia, in pensione dal 2013 e ideatore del blog “Il Volo Della Fenice”.

Luigi, partiamo dalle recenti vicende di cronaca: siamo arrivati all’8va salvaguardia, si parla di un provvedimento definitivo ma ancora emergono criticità, come nel caso del cumulo gratuito…

Dal mio punto di osservazione, con gli esodati siamo al dunque: o gli si riconosce, in forma e sostanza, il diritto costituzionale al salario differito (leggasi pensione), come previsto all’atto degli accordi, oppure si dovrà prendere atto di un vulnus costituzionale al quale gli esodati non possono sottostare ed al quale sono preparati ad opporsi con ogni mezzo concertativo, legale e costituzionale, nonostante il prematuro scioglimento - a mio avviso - della Rete dei Comitati.

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Partendo da queste considerazioni, quali sono per lei gli sviluppi possibili nel breve termine per gli esodati?

Preso atto della sopravvenuta chiusura del canale concertativo gestito dalla Rete dei Comitati, per l'immediato il comitato "Licenziati o Cessati Senza Tutele" di Elide Alboni, col quale collaboro, ha raggiunto un accordo di scopo con Opzione Donna, per una diffida legale mirata ad ottenere il cumulo contributivo gratuito anche per le categorie rappresentate. È inoltre nostra intenzione di coagulare, intorno a questa iniziativa, altri comitati esodati dai quali stanno già pervenendo segnali, in tal senso promettenti, ma che sarebbe ora prematuro commentare.

Se vogliamo sintetizzare, la mobilitazione degli esodati è tutt'altro che annichilita anzi: liberata dai lacciuoli dei fideismi, può ora orientarsi in direzione di chiunque si dimostri aperto a un dialogo immune dalle trappole della concertazione.

Infine, dopo anni di rivendicazioni e di impegno in favore dei lavoratori esodati, qual è il suo stato d’animo e quale giudizio complessivo ha maturato sulla vicenda?

Vedo purtroppo un futuro difficile, per gli esodati e per il Paese in generale. La vicenda esodati non è, come molti sostengono, conseguenza di errori o di esigenze di cassa.

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Il Salva Italia, se escludiamo la Lega, fu approvato a maggioranza bulgara. La genesi viene da lontano ma, se vogliamo risalire all'evento scatenante, allora dobbiamo andare alla lettera che la BCE inviò al governo Berlusconi nell'agosto del 2011, alla quale seguì l’avvicendamento con i governi tecnici graditi alla Troika. Le penalizzazioni introdotte, alla luce di quella lettera, non furono il fine, bensì il mezzo attraverso il quale si intende favorire il compimento degli obiettivi imposti dalla Troika: le contro riforme stanno trasformando la previdenza pubblica, di tipo solidaristico in una forma assistenziale di tipo assicurativo, assoggettata alla finanza, nonché a parametri di calcolo discutibili, con tutti i rischi che un tale regime comporta per gli assicurati.

Ringraziamo Luigi Metassi per la gentile disponibilità invitando i lettori a condividere un commento tramite l'apposita funzione del sito, mentre per ricevere le prossime notizie sulla riforma previdenziale è possibile utilizzare il pulsante "segui" che trovate in alto, vicino al titolo dell'articolo.