Via libera da parte del Governo ai licenziamenti lampo contro i cosiddetti furbetti del cartellino. Il posto di lavoro dei dipendenti pubblici, almeno per quelli che cercheranno di contravvenire alle norme, verrà seriamente messo a repentaglio. In sostanza il dipendente che, a causa delle propria condotta fraudolenta, cerchi di raggirare la Pubblica amministrazione, verrà punito con il licenziamento. La stessa normativa prevede anche che si allunghino i termini per poter esercitare l'azione di risarcimenti per i danni di immagine alla stessa PA.

Come si applica il licenziamento lampo

Una volta applicato il procedimento disciplinare, entro 48 ore scatta la sospensione ed entro 30 giorni il licenziamento. Nel mirino della nuova normativa finiscono tutti quei dipendenti pubblici che, dopo aver timbrato il proprio cartellino che attesta il proprio ingresso sul luogo di lavoro, vadano ad assentarsi senza alcuna motivazione. Il quadro normativo, che fa riferimento alle previsioni relative al licenziamento disciplinare, contiene disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 20 giugno 2016, n° 116 e va a modificare la parte interessata dall'articolo 55-quater del decreto legislativo del 30 marzo 2001, n° 165.

Sanzioni extra licenziamento

Non solo licenziamento o sospensione immediata ma il dipendente della Pubblica amministrazione che venga colto in flagranza, attraverso l'uso di impianti video o strumenti analoghi che siano in grado di registrare l'ingresso negli uffici pubblici, rimarrà anche senza stipendio. Si fa eccezione solo nel caso in cui il dipendente percepisca l'assegno alimentare. Chi può comminare la sospensione? Il responsabile dell'Ente, entro due giorni dal momento in cui viene a conoscenza della condotta fraudolenta, presso il quale il furbetto del cartellino svolge le proprie mansioni. La misura interessa però anche i dirigenti: in sostanza chi finge di non accorgersi di una condotta fraudolenta posta in essere da un dipendente rischia, a sua volta, il licenziamento.