Come vi avevamo già annunciato il prossimo incontro tra sindacati e Governo per regolamentare la situazione attuale si disputerà lunedì 13 marzo. Alle porte di questa importante novità per la riforma pensioni che interesserà APE e lavoratori precoci vediamo quali sono le ultime novità di questa settimana che sembra diventare veramente importante per queste categorie di cittadini.

I punti al vaglio saranno Quota 41, APE social e APE volontaria

Il nocciolo della questione com'è noto è la flessibilità in uscita.

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I sindacati e i cittadini, questi ultimi appartenenti alle categorie interessate, richiedono a possibilità di poter accedere al trattamento pensionistico senza dover essere obbligati a sacrificare una grossa fetta del proprio assegno mensile. La riforma delle Pensioni sotto questa prospettiva potrebbe sbloccarsi il prossimo lunedì, ma come? Primo punto al vaglio è quello che vede protagonisti coloro che hanno svolto dei lavori gravosi che potrebbero poter godere dell'APE sociale e della quota 41.

Riforma pensioni sempre più complessa e in ritardo

Il no potrebbe arrivare secco e deciso per coloro che risultano essere disoccupati per il decadimento per naturale scadenza del contratto lavorativo.

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Questa tipologia di lavoratore resterebbe in questo modo fuori sia dall'APE che dalla Quota 41. Alla pari di questa categoria vi è quella dei lavoratori autonomi che hanno cessato la propria attività in via definitiva. Si continua però a valutare la chance di poter accedere all'Ape volontario, all'Ape agevolato e alla pensione anticipata con l'utilizzo del cosiddetto cumulo dei periodi assicurativi, in base alla categoria di appartenenza del lavoratore.

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Pensioni

A non lasciare molto spazio queste ipotesi sono però i sindacati stando alle prime dichiarazione dei rappresentanti della CGIL si richiederebbe una drastica riduzione dei requisiti di accesso all'APE sociale dei lavori gravosi che scenda dai 36 anni di contributi attuali a 30. Secondo le prime indiscrezioni dalle sedi governative si potrebbe puntare alla chiusura delle posizioni relative all'APE sociale e alla Quota 41 per quanto riguarda coloro che rientrano tra i lavoratori precoci e solo successivamente dedicarsi al capitolo dell'APE volontario che sembrerebbe essere quello contabilmente più complesso per entrambi le parti in gioco.

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