Protesta rinnovata per i lavoratori precoci, che scenderanno in piazza a Roma per rivendicare ancora una volta i loro diritti. L'appuntamento è fissato per l'11 maggio, a poco più di una settimana dalla prevista entrata in vigore dei provvedimenti contenuti nella riforma Pensioni. Tra questi non sarà contemplata la Quota 41, la cui copertura si limiterà a quei lavoratori versanti in condizioni particolarmente svantaggiose (disoccupati, addetti ai lavori usuranti, disabili o con familiari disabili a carico).

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La manifestazione terrà occupata la maggior parte delle sigle sindacali, che hanno messo a disposizione pullman per consentire ai precoci di tutta Italia di raggiungere agevolmente la Capitale.

Pensioni precoci, parlano gli addetti ai lavori

Per quanto riguarda il fronte operativo, Tito Boeri ha accennato alla riforma Pensioni intervenendo all'ultimo forum organizzato da Obiettivo Italia: "Non potremo operare fin quando non avremo un Dpcm. Da parte nostra, abbiamo fatto tutto quello che si doveva fare".

Confermata dunque la necessità di approvare al più presto i decreti attuativi, cosa che, se non avverrà entro pochi giorni, potrebbe far slittare il periodo di applicazione delle misure in riforma Pensioni. A intervenire sulla questione anche i parlamentari del MoVimento 5 Stelle, che inseriscono la riforma della previdenza tra i punti fondamentali del loro programma. Per i deputati Cominardi, Ciprini e Catalfo, la legge Fornero è il male maggiore del sistema pensionistico italiano: "La riforma delle pensioni Fornero ha causato un duplice danno: non solo, infatti, ha inchiodato gli anziani al lavoro, ma ha anche negato la possibilità a tanti giovani di accedervi per la prima volta".

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Resta quindi da capire come modificare i requisiti pensionistici per ringiovanire il mondo del lavoro, oltre che per garantire l'adeguata tutela delle categorie più svantaggiate. Si parla poco di giovani anche per Boeri, che accusa Governo e sindacati di superficialità nei confronti delle richieste dei cittadini. "Al tavolo tra Governo e sindacati sulle pensioni non si sta parlando sufficientemente di giovani, e se lo fanno, il discorso non va a loro vantaggio".

Le proposte

Al fine di regolamentare i rapporti, è previsto un ulteriore incontro tra Governo e sindacati in cui verrà illustrato il programma di gestione e controllo degli enti previdenziali.

A questo proposito, l'esponente di Uil Domenico Proietti ha avanzato l'ipotesi dell'istituzione di un organo rappresentativo con poteri di controllo. Simili le intenzioni di Cgil, per cui è necessario innanzitutto intervenire sulla governance dell’Inps. Gli altri interventi previsti riguardano l'APe Social, la Quota 41 e la revisione dei loro requisiti di accesso. Più nello specifico, si parla di una postilla introdotta a garanzia degli addetti ai lavori usuranti, che devono essere stati svolti per almeno sei anni in maniera continuativa (requisito fondamentale).

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La manovra ha chiarito che i sei anni di attività faticose possono essere stati accumulati negli ultimi sette precedenti la decorrenza dell'anticipo o del pensionamento effettivo. Si potrà verificare un buco massimo di 12 mesi, purché risulti compensato da un periodo equivalente lavorato nel settimo anno prima della presentazione della domanda di accesso. La franchigia, dunque, ci sarà. Unico punto irrisolto quello dei disoccupati a seguito della scadenza del contratto, per i quali l'accesso all'APe resterebbe precluso. Diverso il caso di chi perde il lavoro a seguito di un normale licenziamento, che rientrerà invece tra i possibili beneficiari dell'anticipo. Sia per i precoci (Quota 41) che per gli usurati (APe Social), la partenza delle agevolazioni è prevista il prossimo 1° maggio (salvo rinvii). Per ulteriori aggiornamenti, clicca sul tasto "Segui" accanto alla firma.