Dopo gli scioperi organizzati dal settore Taxi in tutta Italia il Tribunale Civile di Roma ha accolto la richiesta dei maggiori gruppi sindacali dei Taxisti imponendo la cessazione di ogni attività ad Uber, specificatamente per il servizio di auto a noleggio con conducente Uber Black. La richiesta posta in essere dal gruppo legale rappresentante del settore Taxi, capeggiato dall'avocato Marco Giustiniani e composto dagli avvocati Moravia, Gigliotti e Massari, ha riscontrato sentenza favorevole da parte del Tribunale Civile di Roma: concorrenza sleale da parte di Uber, la quale comporta la cessazione di ogni attività della stessa entro dieci giorni dalla sentenza, pena il pagamento da parte dell'azienda di euro 10 mila e di 100 euro ogni giorno per i conducenti i quali, nonostante la decisione del Tribunale, continuino l'attività dopo il decimo giorno successivo al limite imposto dai giudici.

Pubblicità
Pubblicità

La sentenza fa riferimento in particolare alle attività poste in essere sul suolo italiano da Uber B.V., Uber Italy srl, Uber International B.V. e Uber International Holding B.V. Le applicazioni Uber Black, Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect e Uber-Van dovranno quindi cessare ogni attività sul suolo italiano, comprese le campagne pubblicitarie dell'impresa, causa concorrenza sleale nei confronti del settore Taxi.

Pubblicità

Codacons e Federtaxi: pareri discordanti

La risposta alla sentenza da parte di Codacons è stata completamente negativa alla sentenza: “una decisione abnorme che riporta l’Italia al Medioevo” sostiene l'associazione in difesa dei consumatori. Parere completamente opposto e soddisfazione invece da parte di Federtaxi la quale, nella figura di Federico Rolando, portavoce nazionale del sindacato, afferma: "ritengo che governo, Senato e Parlamento non possano ignorare le espressioni della magistratura e debbano riconsiderare alcune posizioni oramai insostenibili”.

Dal canto suo, Uber Italia rimane allibita e contraria alla decisione del Tribunale Civile di Roma, affermando: “Faremo appello contro questa decisione, basata su una legge vecchia di 25 anni. Ora il governo non può perdere altro tempo ma deve decidere se rimanere ancorato al passato, tutelando rendite di posizione, o permettere agli italiani di beneficiare di nuove tecnologie come Uber”. Una decisione, quella del Tribunale di Roma, che accoglie si la richiesta del settore taxi, eliminando però i posti di lavoro creati grazie all'innovazione introdotta da Uber.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto