Sostenere anziani, figli e nipoti, dare dignità alle lavoratrici rimaste prive di un'occupazione, generare risparmi per le casse statali e dare lavoro ai giovani; sono questi gli obiettivi principali che hanno spinto il Comitato Opzione Donna ad avviare la petizione online al fine di estendere la proroga del regime sperimentale donna oltre il 31 dicembre 2018.

Il Comitato Opzione Donna avvia la petizione

Si tratta di un argomento molto discusso negli ultimi mesi che sta suscitando non poche polemiche per via di lunghi silenzi da parte del Governo sugli emendamenti presentati dalle varie forze politiche.

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Di particolare importanza è anche l'emendamento presentato tempo fa dal Deputato di Fratelli d'Italia Walter Rizzetto che si trova tuttora incardinato in Commissione Lavoro alla Camera senza ricevere una risposta esaustiva. Motivo che ha spinto il Comitato Opzione Donna ad avviare una petizione online per la raccolta firme sul sito change.org che conta già circa 2396 sostenitori. "Le donne sono madri, figlie, mogli, nonne e dopo 35 anni di doppio lavoro hanno diritto di scegliere"; questo il commento di una sostenitrice della petizione apparso sul sito.

Il regime sperimentale donna è una misura che consentirebbe alle lavoratrici di lasciare in anticipo l'attività lavorativa dopo aver raggiunto almeno 57 anni di età accompagnati dai 35 anni di contributi ma costringerebbe al contempo le lavoratrici a fare ricorso al metodo contributivo che potrebbe comportare una penalizzazione fino al 30 %. Stando al parere della rappresentate del Comitato Opzione Donna Orietta Armiliato, infatti, la proroga sarebbe necessaria al fine di conciliare la famiglia e il mondo del lavoro e quindi, dare la possibilità alle lavoratrici di dedicarsi ai lavori di cura e assistenza a familiari con gravi disabilità oltre a favorire il cosiddetto ricambio generazionale per dare la possibilità ai giovani di trovare un'occupazione.

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Proroga dell'OD, nessun costo per lo Stato

La misura, tuttavia, non graverebbe nessun onere alle casse statali visto che, potranno essere utilizzati i risparmi accantonati negli anni precedenti. La Legge di Stabilità dello scorso anno, infatti, ha istituito un contatore che monitora i risparmi accantonati dopo l'utilizzo delle risorse messe a disposizione. Sarà poi compito del Governo inviare entro il 30 settembre di ogni anno i risultati ottenuti dal monitoraggio in Parlamento, che sarà chiamato a decidere sul proseguimento della cosiddetta sperimentazione.