Sono giorni di grandi discussioni sulla pensione anticipata 2017 per i lavoratori precoci, per opzione donna e per Quota 41, ma in queste ore a far parlare è soprattutto l'ultima idea del Governo per quanto riguarda il futuro della previdenza per le nuove generazioni. Infatti, nonostante molte criticità attuali non siano ancora state risolte, il Governo guarda avanti e sta pensando a come garantire un minimo previdenziale per i "millenials" che hanno iniziato a lavorare ora o pochi anni fa. Vediamo in cosa consiste questa ipotesi che sta prendendo corpo ed è stata lanciata in questi giorni dal consigliere economico della presidenza del Consiglio Stefano Patriarca.

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Ultime novità Pensione anticipata 2017 e Ape: 650 euro di minima dopo 20 anni di contributi

L'ultima notizia in tema di pensioni è una pensione di garanzia per i giovani che dovrebbe ammontare a 650 euro raggiungibili dopo 20 anni di contributi versati. Questa la prima idea della famosa "fase due" del confronto sulle Pensioni che dovrebbe cercare di dare garanzia a chi ha iniziato a lavorare in questi anni. La proposta sul tavolo parte da Patriarca che ha illustrato questa ipotesi da 650 euro, con possibilità che i 650 euro mensili possano esser aumentati di 30 euro per ogni anno di contributi versati dopo il ventesimo anno, fino ad un massimo di mille euro.

Ovviamente al momento si tratta solo di ipotesi per cercare di sistemare il sistema contributivo puro voluto dopo la legge Fornero. Nannicini del PD ha spiegato che la proposta sarà approfondita e studiata e si cercherà il modo di dare una garanzia pensionistica ai giovani e di rivedere il meccanismo di adeguamento dell'età pensionabile.

Notizie su Pensioni anticipate 2017, Poletti contro la Fornero

Anche il Ministro del Lavoro Poletti sembra d'accordo con queste proposte, e ieri ha spiegato che esistono limiti entro quali il Governo deve muoversi, ma che sarà possibile fare passi in avanti per il lavoro dei giovani e l'occupazione.

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In un intervista a Repubblica il Ministro ha poi parlato anche dell'APE volontaria spiegando che pensa possa esser pronta entro settembre e ha criticato la riforma Fornero dicendo che serviva più gradualità quando sono stati modificati i criteri di accesso pensionistico che invece è salito di colpo di 5 anni. Intanto i lavoratori precoci e i quota 41 non sembrano contenti che il Governo studi soluzioni per le pensioni future, ma tralasci i problemi attuali dei lavoratori bloccati nel mondo del lavoro.

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