Le ultime novità sulla riforma delle Pensioni ad oggi 27 luglio 2017 riguardano due vicende chiave sui quali i lavoratori sono in attesa di aggiornamenti. La prima è l'appuntamento di confronto tra Governo e Organizzazioni sindacali che si terrà nelle prossime ore e nel quale varranno impostati i passaggi effettivi da inserire in LdB2018, a partire dal prossimo mese di settembre. La scadenza è molto attesa perché si tratta dell'ultima riunione dedicata alla pianificazione prima di entrare nel vivo della prossima Manovra.

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La seconda questione riguarda il parametro dell'aspettativa di vita, la cui applicazione potrebbe far crescere l'età di uscita dal lavoro con la pensione di vecchiaia fino a 67 anni. Sebbene sia uno dei temi oggetto di contrattazione all'interno del tavolo sindacale, la Ragioneria dello Stato ne ha confermato per ora l'applicazione a partire dal 2019, salvo appunto nuove modifiche al riguardo. Vediamo insieme tutti i dettagli nel nostro nuovo articolo di aggiornamento.

Riforma pensioni, attesa per i primi riscontri dal confronto di oggi

Sono in molti ad attendere di conoscere quale sarà l'esito del nuovo tavolo di confronto aperto tra parti sociali ed esecutivo, visto che ancora una volta si entrerà nel vivo delle misure previste nella nota congiunta siglata lo scorso 28/09/2016.

Allo studio vi sono la pensione di garanzia per i giovani, la valorizzazione del lavoro di cura e della maternità, la rivalutazione delle pensioni in essere, le pensioni anticipate ed il rilancio della previdenza complementare. Ma le richieste in arrivo dai sindacati riguardano anche la c.d. Fase 1 della riforma, di fatto ancora incompleta visto che il decreto attuativo sull'APE volontaria sembra destinato ad arrivare solo a settembre. Con esso dovrebbero finalmente sbloccarsi anche l'APE aziendale e la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata dei fondi pensione.

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Secondo il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, l'appuntamento rappresenta la "messa a punto pre - ferie" che dovrà precedere l'inserimento vero e proprio dei provvedimenti in LdB2018. Si tratta quindi di un passaggio importante, ma che ancora non dovrebbe portare a decisioni definitive. Nonostante ciò, i sindacati hanno invitato negli scorsi giorni gli esponenti del Governo a prendere impegni politici e finanziari precisi.

La Ragioneria dello Stato conferma il prossimo scalino riguardante l'aspettativa di vita

Nel frattempo arriva un nuovo dossier pubblicato dalla Ragioneria dello Stato, all'interno del quale si certifica la prospettiva di uscita a 67 anni per via dei futuri adeguamenti all'AdV.

Secondo i redattori del 18mo Rapporto sulle tendenze di m/l periodo del sistema pensionistico, a partire dal 2019 vi sarà un incremento di cinque mesi nei requisiti utili per la maturazione dell'accesso alla quiescenza. Da ricordare che ad essere toccata dalla nuova misura non sarebbe solo la pensione di vecchiaia, ma anche quella di anzianità (indipendente dall'età raggiunta). Anche in questo caso bisognerà infatti aggiungere altri cinque mesi ai criteri già definiti, portando i versamenti necessari fino a 43 anni e 3 mesi (un anno in meno per le donne).

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Ricordiamo però che la questione resta tra i temi caldi del tavolo che l'esecutivo ha aperto con i sindacati, pertanto bisognerà vedere se le voci riguardanti una sterilizzazione del parametro troveranno effettivamente riscontro.

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