Rinnovo dei contratti statali 2017, salterà certamente la clausola che salva gli aumenti degli stipendi del pubblico impiego dalla perdita del bonus di 80 euro che venne introdotto dall'ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi nel 2014. L'indiscrezione arriva da Il Sole 24 Ore e riprende la bocciatura del ministero dell'Economia circa la direttiva madre del ministro per la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia in rapporto alla sterilizzazione dell'effetto degli aumenti degli stipendi del rinnovo dei contratti statali sul bonus Irpef.

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Proprio all'interno delle pagine della direttiva della Madia, necessaria per portare avanti le negoziazioni con i sindacati all'Aran, viene riportata la deludente novità rispetto all'accordo che fu firmato a fine novembre sugli aumenti delle retribuzioni degli statali.

Ultime contratti statali: col rinnovo 2017 si perde il bonus 80 euro Renzi

In base all'analisi del ministero dell'Economia sul rinnovo dei contratti statali 2017, verrà messa definitivamente da parte la clausola che salvaguardia chi percepisca il bonus di 80 euro dal perderlo (e dal doverne restituire ad aumenti degli stipendi).

A rischio, pertanto, secondo i calcoli delle scorse settimane, sarebbero circa 200 mila dipendenti del pubblico impiego collocati nella fascia di retribuzione tra i ventiquattro e i ventiseimila euro all'anno. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico in merito all'incompatibilità tra aumenti degli stipendi e bonus Irpef, le trattative all'Aran tra le parti dovranno determinare delle misure correttive laddove necessario, ma nei limiti delle risorse che verranno destinate agli aumenti degli stipendi.

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Detto in altre parole, la direttiva madre della Madia indica che dagli aumenti di 85 euro mensili lordi si dovranno detrarre le risorse necessarie per neutralizzare la perdita del bonus di 80 euro.

Rinnovo contratto statali: dagli aumenti si detrae il bonus Renzi

L'effetto sugli aumenti degli stipendi connessi ai rinnovi dei contratti statali 2017 e la detrazione del bonus di 80 euro è presto spiegata. Infatti, considerando che l'aumento contrattuale di 85 euro (ovvero di 1.105 euro annui lordi, considerando la tredicesima mensilità) vada ad incidere sul reddito di chi guadagni intorno ai 25 mila euro, si può determinare una misura crescente della perdita di stipendio.

Infatti, il bonus di 80 euro di Renzi è pieno a 24.000 euro (960 annui), ma scende a 720 per redditi di 24.500 euro, a 480 per redditi di 25.000 euro e a 240 per redditi di 25.500 euro, azzerandosi a 26.000. Pertanto, chi oggi guadagna 25.000 euro e 480 di bonus, perderebbe quest'ultimo con gli aumenti dei contratti statali da 85 euro (lordi) mensili e registrerebbe una perdita netta di 40 euro mensili legati al bonus.