"Noi vogliamo continuare il confronto, ma questo non basta se i tavoli non producono risultati: finora nella fase due ci sono stati timidi passi in avanti del tutto irrilevanti", lo ha confermato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli commentando i dibattiti che si sono susseguiti in questi giorni e ribadendo la necessità di intervenire sulla previdenza con alcune misure per risolvere i nodi rimasti ancora irrisolti.

Di fondamentale importanza, è il blocco dell'adeguamento dei requisiti pensionistici all'aspettativa di vita che a partire dal 2019 determinerebbe un aumento dell'età pensionabile fino ai 67 anni; un argomento sul quale si discute ormai da tempo e che da alcuni mesi è al centro dei dibattiti nei vari confronti fra il Governo Gentiloni e le tre sigle confederali Cgil, Cisl e Uil.

Si tratta di una proposta che potrebbe scatenare le mobilitazioni delle parti sociali qualora l'esecutivo non intervenga con una misura che possa bloccare l'adeguamento ai dati Istat.

Sindacati pronti a mobilitazioni

A confermarlo è sempre lo stesso Ghiselli il quale starebbe valutando l'ipotesi di una mobilitazione che possa spingere il Governo ad adottare una misura necessaria per risolvere il problema. Non è escluso, però, che un intervento possa essere introdotto nella nuova Legge di Stabilità i cui lavori inizieranno verso la metà di ottobre. Secondo Ghiselli, infatti, il Governo Gentiloni dovrebbe provvedere all'emanazione di un decreto interministeriale entro il prossimo primo gennaio 2018 che possa bloccare gli automatismi previsti dal decreto legge 78/10.

"C'è l'esigenza di valutare ciascuna vita lavorativa. Solleciteremo il Governo a mettere in piedi approfondimento per misurare il fatto che non tutti hanno la stessa speranza di vita", ha affermato ancora il sindacalista della Cgil.

Ape, Quota 41, donne e giovani nella prossima manovra

Intanto, l'esecutivo resta a lavoro sugli altri temi considerati prioritari e che potrebbero salire sul treno della Legge di Bilancio 2018.

Si tratta dell'estensione dell'Ape Sociale e della Quota 41, della revisione della previdenza complementare, della pensione di garanzia per i giovani, del riconoscimento dei lavori di cura e assistenza per le lavoratrici, dell'approvazione dell'Ape donna oltre a nuove misure per rendere più flessibile l'uscita dal mondo lavorativo; temi che, nonostante la richiesta delle organizzazioni sindacali sull'aumento dell'età pensionabile non possono restare inosservati.