Secondo le ultime indiscrezioni di stampa, i fondi destinati agli interventi sul comparto previdenziale da attuare con la legge di bilancio 2018 potrebbero essere stimati attorno a 500 milioni di euro. Il condizionale è d'obbligo, ma si tratta di un limite che se fosse avvalorato risulterebbe troppo basso per portare a compimento in modo esteso quanto previsto all'interno della c.d. FASE 2, perlomeno nell'interpretazione suggerita dai sindacati. La dialettica tra Governo e parti sociali rischia così di infrangersi ancora una volta sullo scoglio delle risorse, mentre gli ultimi incontri tenutesi a settembre non sembrano al momento aver sortito gli effetti desiderati.
I sindacati chiedono di essere convocati con urgenza dal Governo
Stante la situazione, appare chiaro che i sindacati chiedono al più presto di essere convocati e si preparano al contempo a dare battaglia qualora la situazione dovesse proseguire su questa strada. L'ultima in ordine di tempo ad auspicare una ripresa del confronto è stata la Segretaria Generale Cisl Annamaria Furlan, che ha chiesto di inserire più flessibilità previdenziale all'interno della prossima legge di bilancio 2018. Ma negli scorsi giorni anche dalla Cgil era arrivato un monito all'esecutivo verso il rispetto degli impegni presi. Il Segretario generale Roberto Ghiselli aveva infatti ricordato che gli accordi sottoscritti l'anno scorso "rappresentano una risposta ad un'esigenza sociale profonda [...] su di un argomento molto delicato e sentito da milioni di cittadini, di tutte le generazioni".
Dalla Uil si chiede invece di rivisitare il sistema e pensare alle pensioni future dei giovani ed alla valorizzazione del lavoro delle donne. Il richiamo alla responsabilità in questo caso arriva dal Segretario Generale Domenico Proietti, che punta il dito anche contro il nuovo adeguamento al'aspettativa di vita. "E' inconcepibile che l'Italia possa elevare ancora l'età di accesso alla pensione che è la più alta in Europa: la Germania arriverà a 67 anni nel 2030" ricorda il sindacalista, che conclude evidenziando come "noi abbiamo 3 anni in più rispetto agli altri paesi europei".
La posizione del Governo in merito all'aspettativa di vita ed alla flessibilità previdenziale
Si arriva così alla questione con la quale abbiamo aperto il nostro articolo.
Se le risorse dovessero effettivamente essere limitate a 500 milioni di euro sarà difficile portare a conclusione degli interventi di flessibilità previdenziale robusti come quelli indicati dai sindacati. Probabilmente è anche per questo che finora il Governo ha parlato di "sentiero stretto" e di interventi non "generalizzati". Basti pensare che sulla base delle ultime stime servirebbero dai 2,5 ai 5 miliardi di euro solo per sterilizzare o ridurre fortemente il prossimo adeguamento all'aspettativa di vita, mentre le maggiori spese per gli interventi previsti all'interno della legge di bilancio 2017 sono state stimate attorno ai 7 miliardi di euro. Un ordine di spesa analogo potrebbe andare a modificare con decisione le proiezioni del Governo.
Ed ecco allora che il Premier Gentiloni dopo la presentazione della nota di aggiornamento del DEF ha spiegato di poter valutare solo "operazioni puntuali", pur esprimendo "un atteggiamento di totale rispetto delle parti sociali". L'esecutivo punterebbe quindi a dei piccoli aggiustamenti (ad esempio sull'APE sociale ed in favore delle donne), oppure su capitoli come quelli della previdenza integrativa, dove l'impegno finanziario risulterebbe molto limitato.
Resta il fatto che i lavoratori in età avanzata hanno vissuto negli ultimi anni non solo gli effetti più negativi della crisi economica, ma anche il continuo e progressivo irrigidimento dei requisiti di pensionamento derivante dalle ultime manovre.
Tanto che i sindacati si tornano a preparare per la mobilitazione. Se l'attuale situazione risulterà davvero compatibile con sentieri stretti e interventi minimi, lo si scoprirà nelle prossime settimane. Come da nostra prassi, restiamo a disposizione dei lettori nel caso desiderino aggiungere un nuovo commento nel sito. Mentre per ricevere le prossime notizie di aggiornamento sulle pensioni ricordiamo di utilizzare la funzione "segui" disponibile in alto, vicino al titolo dell'articolo.