La legge di bilancio 2018 è all'esame in questi giorni e Il Senato e i gruppi parlamentari sono al lavoro per presentare 3 nuovi emendamenti. Sul piatto, alcune priorità riguardanti il già proclamato potenziamento per la Scuola dell’infanzia e l'aumento di personale amministrativo nelle strutture di periferia, ma anche il recente obbligo, per i docenti, di far uscire gli studenti minorenni dall'edificio scolastico solo se prelevati dai genitori o persone delegate. I suddetti emendamenti sono stati predisposti dal PD e saranno argomento principale dell'incontro in programma tra i rappresentanti delle Commissioni di competenza.

Potenziamento scuola Infanzia

Simona Malpezzi, responsabile Istruzione del Partito Democratico, ha dichiarato che il potenziamento di personale docente nelle scuole dell’infanzia deve avere l'assoluta priorità. La proposta consisterebbe nell'aumentare il numero di docenti in organico intorno alle 2000 unità circa, nominati e immessi in ruolo dalle attuali graduatorie ad esaurimento. Un'altra ipotesi al vaglio è quella di aumentare il personale di amministrazione negli uffici periferici per migliorare l'andamento degli stessi e per il buon funzionamento, carente a causa della mancanza di un numero adeguato di addetti.

Affinché tutto questo si finalizzi, però, bisogna attendere la risposta da parte del Ministero dell'economia e della finanza, il quale valuterà se ci saranno i fondi disponibili per attivare queste proposte, unico problema che potrebbe impedirne la realizzazione. Molti docenti precari, da anni inseriti nelle GaE possono, così, tornare a sperare di poter ottenere, finalmente, il tanto sospirato posto di ruolo.

Uscita alunni minorenni senza genitori

L’ ultimo emendamento, presentato dagli onorevoli Puglisi e Marcucci, consiste nel permettere ai genitori di alunni che non abbiano ancora raggiunto la maggiore età, di autorizzare gli istituti scolastici a far uscire i figli al termine delle lezioni, senza che essi, o delle persone delegate, siano presenti per prelevarli; tenendo conto, però, di quanto il minore sia maturo e responsabile e di quanto la distanza fra casa e scuola sia più o meno breve.

Attendiamo, dunque, il vaglio della Legge di bilancio e la decisione del Governo riguardo ai suddetti emendamenti, per i docenti precari della scuola dell'infanzia, che da anni aspettano le immissioni in ruolo e che non hanno potuto partecipare al recente piano straordinario di assunzioni, c'è ancora speranza.

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