Le ultime stime sul piano B del Governo in merito all'aspettativa di vita potrebbe coinvolgere fino a 15mila lavoratori. Il dato riguarda le 11 categorie di impieghi di cui abbiamo già parlato negli scorsi giorni all'interno della nostra rubrica "Parola ai Comitati" e della pagina Facebook "Riforma Pensioni e lavoro". Se fossero confermati, gli impieghi gravosi che rientrano nella lista compilata dal Governo potrebbero beneficiare di una sostanziale sterilizzazione dell'adeguamento al parametro dell'aspettativa di vita.

Ricordiamo che l'automatismo aumenterà i criteri generali di accesso alla pensione indipendentemente dalla tipologia di uscita maturata. Così, per la pensione di vecchiaia dal primo gennaio 2019 si raggiungerà la soglia minima dei 67 anni di età (con almeno 20 anni di contribuzione).

Le ipotesi riguardanti un ulteriore ampliamento

Stante la situazione, alle categorie già note potrebbero aggiungersene delle ulteriori tramite la discussione parlamentare in corso sulla legge di bilancio 2018. Si parla ad esempio di una possibile ulteriore estensione in favore dei lavoratori del comparto siderurgico, degli agricoli e dei marittimi.

In questo modo, il numero complessivo di persone sotto tutela potrebbe spingersi attorno alle 20mila unità. La questione appare comunque complicata visto che gli emendamenti bipartisan chiedono innanzitutto di spostare in avanti la data di attivazione del meccanismo di adeguamento. Le richieste vanno da un rinvio della discussione di sei mesi (al prossimo giugno 2018) fino ad una sospensione dell'innalzamento dei criteri per altri quattro o cinque anni.

Le altre ipotesi di flessibilità ed il mini pacchetto di intervento del Governo sulla previdenza

Alle nuove tipologie di tutela per i lavori gravosi si aggiungono anche le altre ipotesi di allentamento dei criteri di pensionamento riguardanti l'APE sociale. In questo caso non si tratta di sterilizzare l'adeguamento alla speranza di vita ma di allentare i criteri ordinari necessari per ottenere l'agognato pensionamento.

Il Governo ha previsto un mini-pacchetto che dovrebbe riguardare altri 5-6000 individui, coinvolgendo le madri e i contrattisti a termine. Se tutte le misure appena descritte fossero attuate, la platea di persone che beneficeranno di maggiore flessibilità in uscita o di una sterilizzazione nell'aumento dei criteri necessari per poter accedere all'Inps dovrebbe toccare le 20-25mila persone.

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