Con l'arrivo del 2018 cambiano i requisiti di maturazione dell'accesso alla pensione di vecchiaia in virtù dell'equiparazione tra donne e uomini. La questione parte da una sentenza emessa dalla Corte di giustizia europea ormai quasi un decennio fa, con la quale si sanciva come illegittimo il differenziale esistente nei parametri di accesso alla quiescenza. Allora (parliamo del lontano 2008), le donne potevano accedere alla pensione di vecchiaia a partire dai 60 anni di età se impiegate nella pubblica amministrazione, mentre gli uomini dovevano attendere il raggiungimento dei 65 anni.

Da quella sentenza sono stati introdotti all'interno del nostro ordinamento previdenziale diversi aggiustamenti, che andranno a concludere nel prossimo anno la cosiddetta parificazione indicata dai giudici europei. Vediamo insieme nel dettaglio cosa accadrà per chi non riuscirà a raggiungere i criteri di pensionamento entro l'anno in corso.

Come cambierà l'età di accesso alla pensione nel 2018

Stante la situazione appena descritta, i nuovi criteri previsti a partire dal 2018 implicano il raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi di età, assieme ad un requisito contributivo minimo di 20 anni.

Ricordiamo che i criteri attuali prevedono la maturazione di 66 anni ed un mese, mentre per le dipendenti del settore privato la soglia era fissata a 65 anni e 7 mesi (con un anno di differenza). Se poi osserviamo i dati in prospettiva, le cose non sembrano andare meglio per il conseguimento del diritto alla quiescenza. La recente conferma del dato sulla speranza di vita porterà infatti un ulteriore innalzamento dell'età pensionabile a partire dal 2019, quando sarà necessario raggiungere i 67 anni di età sia per gli uomini che per le donne.

A quel punto anche il raggiungimento dei requisiti utili per la maturazione dell'assegno sociale prevederanno il conseguimento dei 67 anni. Resta il fatto che un confronto con i partner europei mette in evidenza come il Bel Paese abbia parametri molto rigidi per la pensione di vecchiaia; già il prossimo anno l'età di accesso in Italia risulterà la seconda più elevata in Europa (il podio spetta alla Grecia), mentre in Germania il vincolo di maturazione dei 67 anni di età si verificherà solo a partire dal 2030 (in Francia dopo il 2022 ed in Uk nel 2028).

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