In questi giorni, l’intesa sul nuovo governo tra Movimento 5 stelle e Lega è sembrata quasi cosa fatta a tanti commentatori ed esponenti politici, a maggior ragione dopo l’elezione dei presidenti di Camera e Senato e la convergenza programmatica su riforma Pensioni, modifiche al Jobs act e alla Buona scuola, sulla riduzione delle tasse e addirittura Matteo Salvini si era spinto a dirsi favorevole al reddito di cittadinanza anche se un po’ diverso rispetto a quello proposto da Luigi Di Maio. Sulla riforma pensioni il programma proposto agli elettori dal Carroccio e dal movimento pentastellato è praticamente uguale: superamento legge Fornero, staffetta generazionale, Quota 100 per tutti, Quota 41 per i lavoratori precoci.

Affinità che hanno fatto in questi giorni ben sperare chi ormai da tempo attende risposte concrete sul fronte previdenziale e non misure tampone o eccessivamente penalizzati come l’Anticipo pensionistico volontario per gli over 63 introdotto dal Governo Renzi e attivato con notevole ritardo dal Governo Gentiloni.

M5s: ‘Luigi Di Maio premier o nessun governo’

Ma nelle ultime ore sembra a rischio l’intesa tra Lega e Movimento 5 stelle che ha “scaldato gli animi” in questi giorni di dibattito politico verso la formazione del nuovo governo. "Il governo non si può fare – ha dichiarato in un’intervista a 24 Mattino su Radio24 il deputato pentastellato Alfonso Bonafede - se non sarà fatto premier Luigi Di Maio”.

Bonafede è il parlamentare già indicato in campagna elettorale da Di Maio come possibile ministro della Giustizia. “Il voto dei cittadini – ha detto - va rispettato”. Nessun passo indietro del Movimento 5 stelle sul reddito di cittadinanza, precondizione per l’accordo sulla formazione del nuovo esecutivo. "Si farà – ha specificato Bonafede - senza se e senza ma".

Anche sull’eventualità di un’intesa politica con Forza Italia di Silvio Berlusconi le idee sembrano chiare. "Di Maio – ha detto il papabile ministro della Giustizia di un governo a 5 stelle - non farà mai il Nazareno". Il leader della Lega e della coalizione di centrodestra attacca il capo politico e aspirante premier del Movimento 5 stelle.

"Se Di Maio dice 'o io premier o niente' – ha detto Salvini - non è il modo giusto per partire”.

Salvini: ‘Mio obiettivo stop riforma pensioni Fornero’

Il segretario del Carroccio aveva fatto proprio ieri una sorta di passo indietro, dicendosi disponibile a formare un governo anche non guidato da lui, ma da una figura che possa mettere d’accordo Lega e M5s per attuare i punti programmatici su cui si è già registrata sintonia d’intenti. “Se Di Maio dice o io o nessuno – ha aggiunto il leader leghista - sbaglia, perché a oggi – ha sottolineato - è nessuno”. Il Movimento 5 stelle, certamente forte del 32% ottenuto alle elezioni politiche del 4 marzo scorso, non ha comunque la maggioranza per dare vita a un governo pentastellato se non attraverso intese e inciuci di varia natura.

“Non puoi andare al governo – ha proseguito Salvini - dicendo o io o niente, altrimenti che discussione è?". Il segretario del Carroccio, ricordando di aver fatto dei passi indietro con l’elezione di Fico e Casellati alla Camera e al Senato, continua a puntare a una convergenza sui temi presentandosi come il capo della coalizione vincente che aspira ad andare al governo. “Il mio obiettivo – ha ribadito Salvini a Porta a Porta - è la cancellazione della Fornero”, Ma non solo, ecco gli altri punti su cui insiste il leader del Carroccio e che in parte si trova in sintonia con i pentastellati: “la riduzione delle tasse”, ma anche “il controllo dei confini” e, sull’immigrazione e la sicurezza, “l'espulsione dei clandestini”.